19 Marzo 2005

SULMONA La notifica della richiesta di proroga delle indagini

SULMONA La notifica della richiesta di proroga delle indagini pervenuta a parte, e non a tutti, degli indagati per il “caso Roccaraso“, ha scombussolato la quiete apparente del dopo-Valentini. La tempesta dell`agosto scorso che portò all`arresto e al suicidio del primo cittadino di Roccaraso riesplode ora, tra misteri, errori e veleni. Le responsabilità di ciascuno sono ancora tutte da chiarire ed è un dovere, anche per onorare la morte di un uomo, andare fino in fondo. Nella bufera scatenatasi sotto elezioni il primo a chiamarsi fuori, per quello che lo stesso indagato reputa un errore di persona, è Giovanni Potena, responsabile del Corpo Forestale di Castel di Sangro. Potena ha scritto a Romolo Como, Procuratore aggiunto e alla sostituto Ciccarelli, chiedendo che la sua posizione venga archiviata in quanto la vicenda specifica riguarda la gestione dei tratturi di Roccaraso che non è di competenza del Corpo Forestale, ma della Regione. Si tratterebbe, a quanto pare, di un caso di omonimia con un dipendente della Regione, anche se l`«avviso di garanzia» è stato recapitato all`Altosangrino. Il mistero del numero degli indagati resta: la notifica del Gip di Sulmona è riferita a ventotto persone, mentre il sito del Codacons ne pubblica trentatre. Alla lista devono essere aggiunti, secondo le fonti del Codacons, altri cinque indagati: il geologo Floriano Villa, gli avvocati Pierluigi Pezzopane, Walter Putaturo e Diego Rucci e Augusto Pace. Non tutti, però, hanno ricevuto la notifica in questione e tra questi l`assessore Sciarretta. Proprio per la presenza dei due assessori regionali (Sciarretta e Desiati), il caso non ha tardato a provocare reazioni politiche. «Sono stupito e incredulo ? ha commentato l`assessore all`Agricoltura ? perché estraneo ai fatti. La magistratura chiarirà fatti e circostanze, mi auguro, in tempi brevissimi, anche per evitare strumentalizzazioni in campagna elettorale». Dello stesso tenore le posizioni di Desiati, che ha dichiarato di «non aver ricevuto alcun cenno che potesse far comprendere i motivi del coinvolgimento in una indagine di cui non conosco nulla e per la quale nessuno mi ha chiesto alcunché». La segreteria regionale di An in uno sforzo di preveggenza «è convinta che si vada verso l`archiviazione delle ipotesi di reato ascritte».

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