20 Marzo 2005

«Lotta allo smog, ma senza targhe alterne»

In previsione del superamento della soglia massima consentita dalla Ue per le polveri sottili (pm10) – dall?inizio dell?anno sono stati registrati 22 valori più alti della norma, l?obbligo di prendere provvedimenti scatta a quota 35 – il Comune non esclude il ricorso alle targhe alterne. Ma contro questa ipotesi già si prepara una levata di scudi: sia da parte degli automobilisti, che non ci stanno alla regola del pari e dispari, sia da parte degli ambientalisti, che ritengono tale misura un semplice palliativo. «È scientificamente dimostrato – spiega Antonio Coppola, direttore interregionale Aci – che l?inquinamento da polveri sottili è legato solo in minima parte ai livelli di traffico ma risente di molti altri fattori, in prima linea il clima. L?impennata di smog rilevata nei giorni scorsi va probabilmente messa in relazione con il massiccio uso del riscaldamento. Ma a che punto siamo con i controlli? Siamo davvero certi che nella nostra città questi impianti non avvelenino l?aria con emissioni fuori norma? Io non ho mai visto in giro un tecnico del Comune o dell?Asl che ispeziona le caldaie e verifica i libretti di manutenzione, così come dovrebbe essere per legge. Tirando le somme, prima di scatenare la solita crociata contro gli automobilisti, cerchiamo di approfondire il fenomeno in tutti i suoi aspetti». «Le targhe alterne servono a poco o a niente – commenta Ornella Capezzuto (Wwf) – inutile girarci intorno, il problema dell?inquinamento si risolve soltanto con grandi interventi strutturali per disincentivare l?uso dell?auto. Il Comune, adesso, sembra puntare sulle maxi-isole pedonali come strumento preventivo. Un po? tardi, direi, visto che mancano soltanto 13 giorni al superamento dei limiti europei: certi discorsi vanno affrontati con largo anticipo, e in questa città non si è mai pensato di farlo seriamente. Capisco che l?assessore alla mobilità Nicola Oddati si è insediato da poco, capisco che ha necessità di accelerare i tempi del suo programma. Ma l?esperienza insegna che quando bisogna mettere a punto un dispositivo di limitazione del traffico la fretta può essere soltanto cattiva consigliera. Come è successo a Chiaia, a Natale scorso: un colossale flop perché il nuovo sistema era stato avviato senza ragionarci troppo sopra, senza un confronto preventivo con le categorie interessate». «Le targhe alterne, in situazioni di emergenza, si posso anche tollerare – interviene l?avvocato Giuseppe Ursini (Codacons) – ma il problema è un altro. A Napoli si fa davvero troppo poco per ridurre il tasso di inquinamento. Non credo molto alla validità di misure come l?isola pedonale o lo stop alle auto distribuito tra giorni pari e giorni dispari. L?obiettivo aria pulita, secondo me, si dovrebbe raggiungere attraverso due passaggi fondamentali. Primo, il miglioramento del ervizio di trasporto pubblico: bisogna raddoppiare il parco veicoli, eliminare i vecchi autobus con motore diesel, mettere in circolazione molti altri tram di ultima generazione, ridurre i tempi d?attesa alle fermate del metrò. Fatto questo, si può procedere con il secondo intervento: divieto di circolazione assoluto per i veicoli non catalitici. Nella nostra città ce ne sono ancora troppi e sono i veri responsabili dell?alto tasso di smog».

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