20 Marzo 2005

Strade gruviera, «fai da te» strani espedienti e guai per i motociclisti

Esplode il «fai da te». Buche, voragini, crateri. La città cede e ci si deve ingegnare. L`esempio l`hanno dato i consiglieri circoscrizionali di Palese-Santo Spirito. Giovedì scorso, di buona mattina, dopo una colletta si sono armati di buona volontà riempiendo, dove e come hanno potuto, le strade gruviera. Motivazione ufficiale? «I quartieri presto saranno attraversati da una serie di processioni in occasione della settimana santa. Troppi rischi per i pedoni». E non solo per i pedoni. I dati in possesso della polizia municipale, fanno rabbrividire. La settimana appena trascorsa è stata nera per ciclisti e motociclisti. In media, soprattutto nelle giornate di mercoledì, giovedì e venerdì, gli incidenti sono praticamente triplicati rispetto alla media. Che è accaduto? Sole e caldo e tanti appassionati delle due ruote a scorazzare. Appassionati che non hanno fatto i conti, appunto, con lo stato pietoso in cui la città s`è affacciata alla primavera. Gli agenti fanno sapere che molti incidenti, la maggior parte senza dubbio, sono stati causati dalle voragini e dagli avvallamenti tra i vari strati di asfalto. Ed ora una valanga di richieste di rimborsi spese si abbatterà sul Palazzo. Ed a peggiorare la situazione anche la scomparsa, o quasi, del casco dalla testa dei «centauri», soprattutto quelli più giovani e spericolati. Poi c`è un`altra storia che vale la pena raccontare. Via Dogali, tra Torre a Mare e la statale. Mercoledì scorso la Gazzetta fotodenuncia la presenza di una grossa buca proprio al centro della carreggiata. Gli automobilisti habitué della strada la conoscono bene, da mesi. Molti ci hanno rimesso pneumatici e ammortizzatori. È profonda, più di venti centimetri. Chi c`è finito dentro col motorino l`ha impressa nella testa. Allora, alle 11 di mattina, una pattuglia della polizia municipale viene «deviata» sul posto. Il compito affidato ai due agenti (un uomo e una donna): chiudere quel cratere costi quel che costi. E i due, loro malgrado, si trasformano in operai della manutenzione stradale. Chiedono della sabbia ad un cantiere vicino e ricoprono tutto com`è possibile fare col materiale a disposizione. Adesso Mimmo Colella, rappresentante del Sulpm (sindacato unitario lavoratori della polizia municipale), un po` s`è incavolato: «Noi abbiamo il compito di raccogliere le segnalazioni e transennare la zona interessata, in ogni caso segnalarla per evitare situazioni di pericolo. Eppure, a dispetto di chi ci denigra, il nostro senso civico, l`amore verso questa città ci impongono di andare ben oltre quel che ci compete. Il Corpo di polizia municipale, non dimenticatelo, rappresenta il biglietto da visita per chi arriva a Bari». Un biglietto da visita ultimamente un po` maltrattato. Se è vero che il vertice è quasi (un “quasi“ che vale triplo) al completo, la base pure, ma il raccordo (un tempo formato da squadre di ufficiali e sottufficiali) ha un organico fermo a venti anni fa. E il Comune? S`è preso pure le critiche, e una diffida, del Codacons: Bari infatti è risultata essere una tra le città più pericolose d`Italia in quanto ad incidenti. Soprattutto per lo stato delle strade. L`assessore ai lavori pubblici, Simonetta Lorusso, proprio dalla Gazzetta, s`è difesa: «Soldi non ci sono, Abbiamo fatto ricorso ad una somma urgenza di 200mila euro. Poi nel riequilibrio abbiamo inserito altri quattro lotti di interventi ordinari per 900mila euro». Mai i risultati ancora non si vedono. Forse – si dice -da domani un`impresa dovrebbe iniziare i lavori. E c`è poi il giallo del codice della strada, articolo 208, che destina una parte congrua dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie alla manutenzione delle strade, al miglioramento della circolazione, al potenziamento della segnaletica eccetera (previsti anche interventi a fovore della mobilità ciclistica). Allora, o da noi non si fanno più multe, oppure c`è da pensare a male.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this