16 Marzo 2005

Antenna in via Panoramica: tre a giudizio

Antenna in via Panoramica: tre a giudizio

Il Pm: «Installata senza licenza edilizia». Deve essere abbattuta

Tre sotto processo per l?antenna per la telefonia mobile di via Panoramica, installata dalla Ericsson sul tetto del complesso edilizio ai numeri civici 33-35. Dopo la denuncia del comitato di 500 residenti costituitosi contro il ripetitore, il Pm Irene Bilotta ha citato davanti al Tribunale, giudice monocratico Francesca Zagoreo, il procuratore speciale dell?Ericsson Fabio De Gaetani, il legale rappresentante della ditta Sites (ha eseguito le opere) Raffaele Amendola, il direttore dei lavori Mauro Bertazzon. L?accusa è di aver realizzato l?impianto, mai entrato in funzione perchè subito bloccato dalla magistratura, in violazione del Dpr 380/01 che disciplina nel norme di costruzione. Nel procedimento intendono costituirsi parte civile alcuni abitanti della zona, rappresentati dagli avvocati del Codacons Corrado Canafoglia e Federica Guarrella.
La vicenda ha inizio nel novembre 2003 quando i tecnici e l?impresa di fiducia della Ericsson fecero partire i lavori per realizzare l?antenna e il supporto tecnologico per farla funzionare. Nemmeno un mese dopo la mobilitazione del comitato contro il pericolo elettrosmog riuscì a fermare l?opera, con il cantiere sottoposto a sequestro preventivo della magistratura. Oggi, a distanza di quasi un anno e mezzo, non solo il ripetitore non ha mai fatto funzionare nessun cellulare, ma rischia addirittura di essere abbattuto dopo l?emissione di un?apposita ordinanza del Comune.
Contemporaneamente è arrivata al capolinea l?inchiesta penale del Pm Bilotta che, sotto la più generica violazione del Dpr 380/01, contesta agli imputati due condotte specifiche. La prima (ovviamente è l?ipotesi accusatoria) è di aver proceduto ad issare l?antenna con una semplice Dia, ovvero la denuncia di inizio attività, quando invece ci sarebbe voluto il permesso di costruire rilasciato dal Comune. In secondo luogo la Procura ritiene che via Panoramica all?epoca fosse assoggettata al famoso supervincolo Scoppola, norma in contrasto anche con la semplice installazione di un traliccio, se non autorizzata dall?organo competente.
In più, ma questo non viene recepito nel capo di imputazione e quindi non costituisce condotta punibile, la realizzazione dell?opera non avrebbe tenuto conto del parere negativo dell?Arpam, preoccupata dalla foresta di antenne nella zona del Passetto. L?agenzia per la protezione dell?ambiente temeva infatti che le emissioni dell?impianto Ericsson, anche se sotto la soglia di legge, potessero sommarsi all?elettrosmog che già incombeva su via Panoramica. Di qui la decisione con cui si è sempre impedito al ripetitore di entrare in funzione, fino all?ordinanza di abbattimento che però non è mai stata eseguita.
Quanto alle difese, i legali degli imputati sembrano orientati a sostenere che la Dia era più che sufficiente per realizzare un?antenna, visto che l?intervento non comporta una modifica edilizia. Tuttavia, anche se l?apertura del processo era prevista per ieri mattina, nè Procura nè avvocati hanno avuto modo di abbozzare le proprie strategie. Per un impedimento di Amendola, ricoverato in ospedale, la causa è stata rinviata al 26 aprile. In quella circostanza verranno chiarite anche le modalità di costituzione di parte civile visto che alcuni residenti vogliono essere rappresentati dal Codacons, altri intendono costituirsi in proprio.

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