Frutta & verdura, la carica degli aumenti
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fonte:
- Il Gazzettino
Il paniere del Gazzettino rileva vistosi rincari (fino al 50\%) di carciofi, cavolfiori, lattuga e cavolfiori
È ancora una volta la frutta e la verdura a far gridare allo scandalo ai consumatori. Che accusano i commercianti di usare ogni anno l`arrivo del maltempo e del gelo per giustificare l`impennata dei prezzi di frutta e verdura sui banconi dei supermercati. Incrementi che si verificano con una rapidità da record, sostiene al Federconsumatori, facendo sentire i loro effetti sui prezzi, con ritocchi del +30\% per i carciofi, +50\% per i cavolfiori, +40\% per la lattuga, +60\% per i peperoni, +50\% per i pomodori. Speculazioni legate al maltempo che, secondo le stime di Intesaconsumatori, determineranno una maggiore spesa per le famiglie di 20-30 euro.
Anche dal paniere del Gazzettino, risultano numerosi rincari, nel confronto effettuato su 15 prodotti acquistati a gennaio e a febbraio. In particolare sono aumentati tutti i prodotti monitorati del reparto ortofrutta: le zucchine sono passate da 3,58 a 4,78 euro, le carote da 0,95 a 1,05, le melanzane da 3,58 a 3,85. si deve registrare anche l`aumento della Coca cola, passata da 1,38 a 1,42 euro e la diminuzione del prezzo delle patate, che da 1,42 sono scese a 1,33 euro.Una situazione inaccettabile secondo Federconsumatori che chiede di fare chiarezza e “rendere trasparente l`intera filiera affinché si dia uno stop al circolo vizioso che ha messo in ginocchio un comparto fondamentale del sistema produttivo come quello ortofrutticolo“. Tanto più che le associazioni di categoria, in primis la Coldiretti, continuano a sostenere – cifre alla mano – che non sono loro i responsabili degli aumenti.I prezzi alla produzione agricola, secondo le stime della Coldiretti, sarebbero infatti diminuiti di quasi il 10\% rispetto a quelli dell`anno scorso con cali più accentuate per i cereali destinati alla produzione del pane e della pasta che sono calati di un terzo (-30\%), per l`uva da vino (-20\%), per pollame e conigli (-10\%), per colture destinate alla trasformazione industriale (-9\%), per le olive da olio (-7\%) per la frutta (- 7\%) e per gli ortaggi (- 4\%). E così sono ormai molti i consumatori che, per cercare di risparmiare, decidono di saltare alcuni anelli della filiera recandosi nei mercati all`ingrosso o direttamente nelle imprese agricole.
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