Il Codacons: “Boicottate i distributori delle grandi compagnie“
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fonte:
- la Repubblica
Il Codacons: “Boicottate i distributori delle grandi compagnie“
Benzina alle stelle a Napoli. Un pieno per un´auto di medio-grande cilindrata costa circa 10,33 euro in più che a Trieste. Dopo pane, frutta e verdura, la città del Vesuvio torna alla ribalta della cronaca per un´altra sorprendente impennata dei principali generi di consumo. Secondo i dati diffusi dall´Osservatorio prezzi del ministero dell´Industria, relativi a gennaio 2005, prima dell´ultima recentissima corsa al rialzo, mentre a Trieste un litro di “verde“ costa 0,916, a Napoli lo stesso litro svetta a 1,135 euro, con 0,219 euro di differenza tra le due province. Il Codacons invita gli automobilisti campani a boicottare le compagnie più care e la Regione Campania a installare nelle varie città dei “Benzacartelloni“ di quartiere, in cui elencare distributori di zona e prezzi praticati al pubblico.
Come si spiega questa impennata dei prezzi? «Per noi – dice l´associazione dei consumatori – la differenza è inaccettabile, sono tariffe decise dal mercato». Una prima spiegazione viene dalla Regione Campania dove è in vigore una tassa supplementare. «A dicembre 2003 l´assessorato al Bilancio, guidato da Luigi Anzalone – spiega l´assessore alle Attività Produttive, Gianfranco Alois – ha deciso di imporre un´accisa di 25 millesimi più iva, pari a 31 millesimi, a favore della sanità». Un altro elemento viene dall´ Unione petrolifera, la “confindustria“ dei gestori: «Il Friuli Venezia Giulia ha rinunciato a un´accisa di 27 centesimi – spiega Marina Barbanti, responsabile del servizio problemi economici – per evitare che gli automobilisti vadano a fare il pieno nella vicina Slovenia dove costa immensamente di meno».
Nonostante queste due ragioni il differenziale tra Napoli e altre città come Firenze, Torino, Milano, Venezia, seppur ridotto, permane. «Il mercato è libero, ogni compagnia applica la tariffa che vuole – dice ancora Barbanti – anche se nell´ambito dei massimi concordati in sede sindacale. E poi ci sono i distributori che decidono il costo finale». Alois ricorda che un anno e mezzo fa la Regione ha presentato un disegno di legge per rendere più efficiente la rete di distribuzione. «Abbiamo anticipato quello che prevede il ministro Marzano oggi – dice Alois – dare spazio alle attività non oil , facendo diventare i distributori dei piccoli supermarket. Potendo fare utili, i gestori abbasserebbero i prezzi».
Raffaele Tecce, assessore al Commercio del Comune, dice: «Io sono contro la liberalizzazione del prezzo e ritengo strumentale non l´atteggiamento dei gestori, ma delle grandi compagnie petrolifere. Il Comune di Napoli nel ´97 ha approvato il piano di razionalizzazione del carburante il cui obiettivo era quello di garantire la rimozione degli impianti in aree di pregio ambientale (c´erano cinque punti vendita nell´area del Maschio Angioino) e di quelli obsoleti, arrivando ad abbattere i costi. A Napoli sono stati eliminati 160 impianti su 400. Le compagnie hanno avuto un grande vantaggio – conclude Tecce – e quindi non hanno nessun alibi».
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