14 Marzo 2005

Benzina, la giungla dei prezzi

Benzina, la giungla dei prezzi
a Napoli 10 euro in più di Trieste

ROMA – Dieci euro di differenza per fare il pieno tra Napoli e Trieste. È questa l`anomala situazione esistente in Italia dove c`è una vera e propria jungla nei prezzi dei carburanti, accentuata negli ultimi mesi dai continui rincari dei prezzi del petrolio e di conseguenza delle benzine. Nella città del Vesuvio, infatti, l`automobilista spende ben 20 mila vecchie lire in più rispetto a un triestino ogni volta che si ferma al distributori di benzina e gasolio.

Questa sorprendente situazione è stata rilevata dall`Osservatorio Prezzi, un organismo che fa capo al ministero per le Attività produttive, che dovrebbe intervenire per porre un freno ai rincari dei carburanti. Finora però il governo si è limitato a convocare i petrolieri “prima di Pasqua“.

Stando ai dati rilevati dall`Osservatorio Prezzi del ministero dell`Industria, il caro-pieno registrato a Napoli è legato anche all`addizionale regionale scattata un anno fa. In ogni caso nel capoluogo campano un litro di “verde“ costava a gennaio (e quindi prima degli ultimi consistenti aumenti) ben 1,135 euro al litro. Al secondo posto nella classifica delle province dove si paga di più la “verde“, figura Cagliari con un costo di 1,120 euro al litro, mentre Trieste risulta essere la città più conveniente per fare il pieno di benzina, con un costo al litro di 0,916 euro. La differenza di un litro di “verde“ tra Napoli e Trieste è quindi di ben 0,219 euro, ossia oltre 400 vecchie lire in più, che moltiplicate per 50 litri di serbatoio di un auto di mediogrande cilindrata si traducono in un differenziale di circa 20 mila vecchie lire, 10,33 euro per l`esattezza.

Quanto al gasolio, la città dove si spende meno per un pieno è Firenze (0,975 euro al litro). In cima alla classifica del caro-diesel c`è invece Cagliari con 1,032 euro al litro.

Negli ultimi tre anni gli italiani hanno pagato oltre 4,2 miliardi di euro in più sul prezzo dei carburanti, a causa degli aumenti di accise e Iva. E questo trend sembra destinato a proseguire.

“Il governo Berlusconi-Marzano continua ad andare a braccetto con i petrolieri“ afferma Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef (Intesaconsumatori). “Occorre che il governo non resti più impotente rispetto alle continue speculazioni sul prezzo della benzina e soprattutto del gasolio“ dice l`Adiconsum, rilevando che le continue variazioni del prezzo alla pompa “giovano alla speculazione e non allo sviluppo“. Il greggio viene acquistato con contratti di lungo periodo, ricorda l`associazione dei consumatori, e solo una piccola parte segue le continue variazioni del prezzo del greggio, “ma sono quelle che determinano il prezzo finale dei carburanti“.

Paolo Landi, segretario generale dell`associazione, lancia tre proposte al Governo: incaricare l`Autorità per l`energia di monitorare e rendere pubblici i prezzi dei carburanti, per evidenziare le eventuali speculazioni; adeguare il prezzo alla pompa periodicamente; fiscalizzare una parte degli aumenti per evitare ripercussioni sull`inflazione.
Ad avviso di Marco Venturi, presidente della Confesercenti, è necessario sgravare il prezzo dei carburanti, già appesantito da fattori di natura internazionale. “Occorre – dice – restituire ai consumatori almeno l`Iva derivante dall`aumento del prezzo industriale dei carburanti, sterilizzandone l`effetto sul prezzo finale, quello alla pompa“.

Poiché non è agibile modificare l`aliquota Iva o determinare aree di esenzione, per via dei vincoli europei, la sterilizzazione potrebbe avvenire, secondo Venturi, attraverso una corrispondente riduzione dell`accisa da realizzare automaticamente ad ogni aumento di prezzo.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this