«Finalmente ammesse le consulenze mediche»
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fonte:
- Il Mattino
La sentenza della Corte d?appello di Roma che ha visto condannato l?Ente tabacchi italiano a risarcire i familiari di un fumatore morto per le sigarette ha aperto una breccia. Breccia nella quale ora il Codacons è pronto a infilare altre 150 vertenze per morti da fumo. L?avvocato Marco Ramadori, presidente del Codacons, spiega che si tratta di casi segnalati all?associazione dei consumatori negli ultimi 15 anni e che sono stati lasciati «in naftalina» in attesa dei verdetti di due azioni giudiziarie in corso. La prima è quella che si è conclusa ieri con il riconoscimento dell?«equazione»: fumo-morte=causa-effetto. «L?altra – spiega l?avvocato Ramadori – è a buon punto, si attende solo la sentenza: anche in questo caso la consulenza medica ha stabilito che la morte è riconducibile al fumo». Avvocato, come spiega questa inversione di tendenza rispetto al passato? «Prima c?era una sorta di pregiudizio da parte dei giudici: la causa del decesso veniva attribuita alla volontà del soggetto di fumare. Tant?è che nel giudizio di primo grado i familiari di Mario Stalteri si sono visti respingere la richiesta di risarcimento. In appello, invece, la Corte ha ammesso per la prima volta in giudizio una consulenza tecnica. Ed è bene precisare che non si è trattato di una perizia di parte: è stata la Corte d?appello a nominare tre consulenti esperti di medicina legale». Il caso di Stalteri e gli altri 150 per i quali vi accingete a dare battaglia sono antecedenti alle norme che obbligano le società produttrici a stampigliare sui pacchetti di sigarette le scritte con le avvertenze sulla pericolosità del fumo? «Sì sono antecedenti, si tratta di persone che avevano cominciato a fumare venti-trent?anni prima dell?introduzione di queste norme anche in Italia. A nostro avviso, però, le scritte antifumo sui pacchetti di sigarette non potranno condizionare l?esito di successive azioni giudiziarie. Quelle attuali non bastano. Bisogna spiegare alla gente che il fumo non è un vizio, ma una malattia, che l?assuefazione alla nicotina è più forte di quella alla cocaina». Quella di ieri è una sentenza-pilota? «Noi ci auguriamo che lo sia. Anche se abbiamo seguito il caso Stalteri solo in seconda battuta, riteniamo che il riconoscimento del risarcimento ai familiari sia un successo anche un po? nostro. In appello il Codacons ha chiesto di costituirsi parte civile, ma la Corte ha dichiarato inammissibile la richiesta». Negli Stati Uniti e in Australia la battaglia per il risarcimento per le morti da fumo è cominciata da diversi anni e da tre ha già dato i primi frutti con le mutlinazionali del tabacco condannate a pagare fior di milioni di dollari… «Lì è stato tutto più facile. La controparte era costituita da privati. In Italia, invece, il risarcimento è stato chiesto all?Eti, cioè agli ex Monopoli di Stato».
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