Pacchetti con avvertenze
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA ? « I consumatori vanno difesi con l`informazione » . È questa, secondo il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, la strada da battere per vincere la battaglia antifumo. Una strada che va percorsa senza titubanze, a maggior ragione dopo la pronuncia della Corte d`appello di Roma che, per la prima volta, ha condannato l`Eti ( Ente italiano tabacchi) a risarcire danni per 200mila euro alla famiglia di un fumatore deceduto nel 1991, in considerazione delle omissioni e della mancata trasparenza sui pericoli del tabagismo.
« Un precedente importantissimo » , come lo ha definito Ermete Realacci ( Margherita) che ha puntato il dito contro le aziende produttrici: « Il pericolo fumo è stato troppo a lungo sottovalutato e i produttori hanno per decenni sottovalutato e nascosto dati, studi, indagini epidemiologiche.
Questa è una sentenza utile per voltare pagina » . « Di fronte a un andamento così positivo della legge e ad una svolta culturale così netta ? ha precisato, però, Sirchia ? non serve calcare la mano. I consumatori vanno difesi con l`informazione e così è stato fatto con le scritte sui pacchetti e le campagne sostenute anche dai medici e dalle associazioni, come la Lega italiana per la lotta ai tumori » .
Sirchia ha voluto chiarire, inoltre, che « il Governo ha osservato quello che era già accaduto all`estero, e in particolare negli Stati Uniti, e ha raccolto le raccomandazioni sulla necessità di informare i fumatori sul rischio » .
Con l`entrata in vigore dei divieti anti fumo nei locali pubblici ( lo scorso 10 gennaio) nel 2005 si potrebbe registrare, del resto, una riduzione dei consumi di sigarette del 5 6% rispetto all`anno precedente.
Ma questa tendenza va sostenuta. E strumenti molto utili potrebbero rivelarsi i foglietti illustrativi, da inserire nel pacchetto di sigarette ? da considerare alla stregua delle scatole di farmaci? per avvertite dettagliatamente di tutte le controindicazioni legate al fumo.
Una soluzione che per il farmacologo, Silvio Garattini, da tempo impegnato sul fronte anti fumo, potrebbe permettere sia di raggiungere direttamente il numero più ampio di fumatori, sia di offrire alle aziende produttrici un qualche « ombrello » contro il rischio di una moltiplicazione delle cause legali.
Quella che, in qualche modo, ieri hanno già preventivato le associazioni dei consumatori che si augurano di poter ottenere condanne molto consistenti come accaduto negli Stati Uniti e in Australia.
Il Codacons ha già annunciato, per esempio, di aver istruito oltre 150 vertenze per danni da fumo da far partire in Italia e negli Usa. « Purtroppo ? ha sottolineato Carlo Rienzi ? siamo ancora distanti dalle condanne americane, anche perché in Italia manca il danno punitivo, e 200mila euro non possono certo compensare la perdita di una vita umana. Ora ci aspettiamo che il Parlamento introduca anche in Italia la class action all`americana, così da arrivare a risarcimenti ben più sostanziosi » .
Stando alle stime più recenti, in Italia ogni anno muoiono circa 80mila persone per malattie imputabili al fumo.
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