8 Marzo 2005

La categoria si difende: «Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione dai Monopoli »

Tabaccherie veneziane nel mirino del Codacons. Domenica mattina, poco prima delle 11, il presidente nazionale in persona, l`avvocato Carlo Rienzi, ha infatti inaugurato proprio nella città lagunare la battaglia che l`associazione consumatori sta portando avanti contro il fumo per tutelare la salute dei più giovani. Lo ha fatto con un “blitz“ in piena regola a Cannaregio, precisamente in Strada Nuova, per verificare che i distributori automatici di sigarette fossero spenti come stabilito dal Tribunale Amministrativo del Lazio che ha accolto il ricorso presentato dal Codacons e, in attesa della sentenza di merito, ha sospeso il provvedimento governativo del 1° gennaio scorso che prevedeva invece che le macchinette funzionassero non solo in orario notturno, ma anche dalle 7 alle 23.«Sono sbalordito – ha dichiarato Rienzi – per l`illegalità diffusa in una città come Venezia. Non ho dovuto infatti camminare tanto per trovare addirittura tre distributori di altrettante rivendite dai quali ho potuto tranquillamente acquistare un pacchetto di sigarette dopo aver inserito il denaro. Ho allertato subito la Guardia di Finanza e denunciato sia i tabaccai sia i Monopoli di Stato sia la Fit, la Federazione italiana tabaccai. Ma mi meraviglio del fatto che su una questione tanto importante non esistano controlli da parte dei vigili urbani o degli enti preposti e una palese violazione come questa resti impunita. La Finanza sta valutando le ipotesi di reato per l`inottemperanza alle disposizioni del giudice amministrativo ». Immediata la replica dei diretti interessati. «Se avesse girato ancora, il Codacons avrebbe trovato non solo i nostri, ma anche tutte gli altri distributori accesi – ha spiegato Roberto Gorup De Besanez, della tabaccheria n.15 e consigliere provinciale Fit -. E questo semplicemente perché ci adegueremo alla norma, come del resto abbiamo sempre fatto, quando ce ne verrà data comunicazione ufficiale. Fino ad oggi ciò non è avvenuto. Noi non vogliamo fare la rivolta, ma chiediamo solo disposizioni chiare e definitive e questo intervento del Codacons mi sembra un po` tirato per i capelli».«Noi non ne sappiamo nulla – ha detto Alberto Bugato dalla rivendita n.22 vicino al ponte delle Guglie – non ci è arrivata nessuna comunicazione ufficiale e certamente non possiamo decidere autonomamente se accendere o spegnere il distributore». La stessa tesi, smentita dal Codacons che ha invece affermato di aver spedito via fax l`ordinanza del Tar nella sede nazionale della Fit già lo scorso 25 febbraio, dunque in tempo per provvedere a mettersi in regola, viene sostenuta anche da Claudio Vergani, titolare della tabaccheria n.18 Santa Fosca che però domenica mattina era aperta al pubblico. «Non è possibile – ha dichiarato – che questo signore abbia preso le sigarette dal nostro distributore, semplicemente perché non era acceso. Che convenienza ci sarebbe per noi, dovendo rimanere aperti?».«Ciò che fa il Codacons – ha confermato la presidente provinciale Fit Maria Bonaldo – non ci riguarda. Noi aspettiamo una circolare dei Monopoli, anche perché ci hanno detto che già è stato avviato un ricorso al Consiglio di Stato».

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