Ortofrutta: quando il gelo scalda i prezzi
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fonte:
- Giornale di Brescia
Ci risiamo: termometro sotto zero, ortofrutta a prezzi «bollenti». L?equazione ormai è fin troppo nota ai consumatori che in pochi giorni denunciano aumenti dei prezzi al dettaglio anche del 50%. Quali i prodotti che più di altri risentono del freddo? In cima alla classifica gli ortaggi a foglia larga: lattughe, cavoli, indivie, il cui ciclo vitale è molto breve. Ma anche carciofi e finocchi non scherzano, le cui produzioni sono fortemente condizionate dal maltempo. Va un po? meglio per gli ortaggi coltivati in serra (anche se, precisa Rizzini, potrebbero in parte influire sui prezzi finali i costi dei riscaldamenti delle strutture) e la frutta, in genere più stabile perché soggetta a stoccaggio. Un kg di cavolfiori rilevato in notturna all?ortomercato segna 1,70? il 2 marzo e a febbraio in media 1,30; l?indivia, da 3,25 è passata a 3,70; le cicorie da 1 a 1,35; i finocchi da 1,45 a 2,30. Ma, per contro, i pomodori sono scesi da 2,15 a 1,50; le melanzane da 3,12 a 1,70 e le zucchine da 2,98 a 2,20. Ci sarebbe da approfittarne. Se non fosse che domani è un altro giorno. Con gli sbalzi climatici, puntuali, arrivano le polemiche. «Ci sono categorieche nel settore realizzano guadagni enormi – lamenta Fausto Filippini, della Federconsumatori -. Gelo e neve sono espedienti per l?ennesima speculazione, che come sempre pesa anzitutto sui deboli. Come gli anziani o i pensionati: ci subissano di chiamate per i prezzi alle stelle. Ci vorrebbero più controlli». Così, mentre c?è chi sostiene che maltempo e ghiacciate «faranno il gioco dei commercianti» – secondo Intesaconsumatori per frutta e verdura le famiglie spenderanno in questi giorni 20-30 euro in più -, loro, i commercianti di frutta e verdura, non nascondono preoccupazione per l?«attacco generalizzato»: «Certo, in una filiera tanto lunga qualcuno che gonfia prezzi può esserci – dice Valentino Agnellini, presidente del Consorzio Qualità dell?Ortomercato -, ma chi detta legge qui è il clima». Scrolla le spalle anche il presidente dei grossisti, Oliviero Gregorelli: «Non c?è dubbio, l?ortofrutta è sopra la media stagionale. Ma provi a sentire fruttivendoli e ambulanti, tra loro la tensione è altissima: tutti li incriminano perché i listini lievitano. In realtà con questo freddo c?è un problema di produzione, in drastico calo, e di raccolta, difficoltosa». Risultato: il mercato ne risente, a tempi record. «Solo un paio di giorni fa era in atto una tendenza al ribasso – dice il direttore dell?Ortomercato di via Orzinuovi, Marco Hrobat – ora avviene il contrario. Ma anche sulle piazze del Sud, da dove arriva molta merce, si chiedono prezzi alti. Per non parlare dei trasporti, che il ghiaccio di sicuro non agevola». Ci risiamo. «Che ci si può fare, è il mercato – sospira il presidente dei produttori bresciani, Luigi Rizzini – che se è in rialzo è in rialzo ovunque, pure a Brescia. Un ortaggio è caro? Il consumatore ripiega sul più economico, ma nel giro di poco la quotazione di quest?ultimo a sua volta per via dell?accresciuta domanda si impenna».
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