I due disservizi dell`altro giorno già nel dossier del magistrato
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fonte:
- Il Gazzettino
Altre due stelle nere per Trenitalia. L`altro ieri il convoglio pomeridiano per Camposampiero, annunciato in partenza dalla stazione di Padova alle 18.46, è stato all`improvviso soppresso. Decine di pendolari a piedi. Quelli che sono riusciti a partire per l`Alta Padovana, stipati nel treno successivo – ma in realtà precedente, visto che portava trequarti d`ora di ritardo per un guasto al locomotore – sono stati scaricati a metà strada e per raggiungere Bassano hanno dovuto aspettare il pullman. In contemporanea un`altra scena dell`ormai consueto disservizio si è svolta nella campagna di Saletto, sulla linea Monselice-Mantova: la motrice è “inciampata“ nella fessurazione prodotta dallo sbalzo termico e la sollecitazione del convoglio ha causato la rottura del binario. I viaggiatori sono stati costretti a raggiungere a piedi una corriera per tornare a casa. Senza contare il locomotore esploso a Sant`Elena d`Este il 24 febbraio che ha mandato in tilt la linea Padova-Bologna e i passaggi a livello a raso.
Il Codacons parla senza mezzi termini di “mala ferrovia“ e propone all`assessore regionale ai trasporti l`istituzione di una “tessera a punti“, come usano fare certi supermercati con i clienti affezionati. Una forma di risarcimento per le centinaia di passeggeri che quotidianamente subiscono ritardi ed intoppi. Un punto obliterato dal controllore per ogni ritardo equivalente ad un chilometro di percorso. Alla fine del mese la tessera potrebbe essere trasformata – anzichè in un elettrodomestico o una coperta – in biglietti-omaggio di pari chilometraggio.
La Procura della Repubblica non sta a guardare. Il pubblico ministero Paolo Fietta continua ad ingrossare il fascicolo d`inchiesta avviato sui disservizi ferroviari. La squadra di polizia giudiziaria, diretta dal maresciallo Attilio Laterza, ha chiesto alla Polfer di acquisire documentazione sugli ultimi due incidenti.
Tecnicamente il procedimento avviato dalla Procura è una indagine conoscitiva che non ravvisa ancora la configurazione di una ipotesi di reato certa (anche se è facilmente intuibile per tabulas l`interruzione di pubblico servizio) né dei presunti responsabili. Non sarà un lavoro facile esaminare i circa cinquemila esposti che negli ultimi tre anni uno stuolo di viaggiatori inferociti ha inviato alla magistratura. E ai disservizi che già sono storia dei binari regionali si aggiungono quelli quotidiani. Emerge un quadro assai desolante sulle condizioni precarie del materiale rotabile. E determinati fatti e comportamenti (colposi o dolosi che siano) potrebbero rivestire rilevanza penale.
Non va infine dimenticato che il trasporto ferroviario è un servizio pubblico e che tra la Regione e Trenitalia esiste un contratto vero e proprio per quanto riguarda il territorio veneto, di durata biennale. Che costa alle casse pubbliche 90 milioni di euro.
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