Tango-bond, il 60% dei risparmiatori non ha aderito all?offerta di concambio
FINANZA Dati e denunce dei consumatori
ROMA. Circa il 60% dei 450 mila risparmiatori italiani non ha aderito all?offerta di concambio proposta dal governo argentino. Di conseguenza, circa 8-9 miliardi di euro di tango-bond sono ancora nelle mani dei piccoli investitori. A stimarlo sono le associazioni dei consumatori, precisando che questi dati dovrebbero essere confermati entro oggi dall?Abi.
Mentre l?offerta di swap è ormai scaduta, le associazioni dei consumatori affilano le armi per difendere coloro che non hanno accettato l?offerta: il primo appuntamento è per dopodomani, giovedì 3 marzo, davanti a Palazzo Chigi, per un sit-in. Il 26 marzo, molto probabilmente, si terrà una manifestazione contro «il governo troppo assente in questa vicenda». Nel frattempo, però, stanno incamerando successi le prime cause civili (al momento 12 vinte) intentante da coloro che hanno investito in tango-bond e che sono in possesso di tutte le carte per vincere davanti a un giudice italiano: si tratta di piccoli investitori che non hanno firmato alcun foglio di rischiosità e per i quali è possibile dimostrare che le banche non hanno dato sufficienti informazioni.
Fra le altre mosse, Adoc, Federconsumatori, Adusbef, Codacons e Adiconsum stanno preparando «una denuncia per associazione a delinquere e truffa aggravata contro il presidente Nestor Kirchner in quanto nell?offerta di swap si sono verificate delle stranezze, come ad esempio il fatto che Ubs e Merril Lynch, due degli advisor dell?Argentina, hanno fatto gli avvoltoi comprando titoli a prezzi bassissimi e alla fine guadagnandoci con lo swap».
La denuncia contro Kichner sarà presentata alla Procura di Roma. Ma le associazioni se la prendono anche con le istituzioni italiane: nel mirino c?è la Consob, perché ha approvato il prospetto. «E? vero che la Consob non sarebbe potuta entrare nel merito dell?offerta, ma almeno avrebbe potuto chiedere il cambiamento di alcune clausole, come hanno fatto le autorità giapponesi», precisano le associazioni, ricordando come l?offerta argentina manchi di equità e non faccia distinzioni fra i risparmiatori.
Il governo, invece, è accusato di essere «assente»: «Siniscalco non può cavarsela come se il problema dei bond argentini fosse marginale. Noi chiediamo che l?esecutivo metta in atto tutti i provvedimenti necessari per riavviare il negoziato», anche alla luce di come hanno agito Francia e Spagna, che hanno raggiunto accordi diretti con il governo di Buenos Aires. «Abbiamo inviato inoltre una lettera al ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, per porre la questione e per invitarlo a intraprendere azioni con l?ambasciatore argentino in Italia», aggiungono le associazioni dei consumatori, precisando che «a breve avranno un incontro con la Task force argentina». Si chiede, infine, che la Camera approvi «l?emendamento a favore dei risparmiatori» che non hanno aderito allo swap e che prevede il rimborso di almeno il 50%.
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