28 Febbraio 2005

Spiacevole risveglio per le trenta famiglie che abitano nel civico 38 di vico Nocelle

Spiacevole risveglio per le trenta famiglie che abitano nel civico 38 di vico Nocelle, a Materdei: niente acqua da ieri mattina per un guasto alla condotta Arin, un guasto che non sarà possibile riparare prima di questo pomeriggio perché le squadre d?emergenza – è cosa nota – consacrano la domenica al riposo. L?aspetto più spiacevole della faccenda? Il punto di rottura dista meno di duecento metri dal tratto di tubazione che quindici giorni fa «esplodeva» in via Matteo Renato Imbriani, determinando un dissesto stradale e cla hiusura al traffico per una settimana. L?azienda sostiene che ogni collegamento tra le due vicende è puramente casuale: con 2560 chilometri di rete e almeno dieci interventi di riparazione al giorno, spiegano i tecnici, può capitare che nella stessa zona si verifichi più di un guasto. A Materdei, però, circola un?altra versione dei fatti: «La riparazione del precedente dissesto è stata eseguita troppo in fretta – racconta una pensionata – gli operai hanno tolto i sanpietrini e li hanno sostituiti con uno strato d?asfalto così sottile che, con il passaggio dei camion, la condotta ha ceduto». Se il nuovo fronte del disagio idrico riguarda pochi cittadini, nessuno è disposto a gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Meno degli altri, le associazioni dei consumatori: «Non passa giorno senza che si verifichi un guasto o un disservizio – denuncia l?avvocato Giuseppe Ursini, fiduciario del Codacons per Napoli – invieremo una diffida all?Arin perché metta subito in atto ogni iniziativa utile per garantire un adeguato livello di fornitura all?utenza. Se la situazione non dovesse cambiare nel breve termine, chiederemo il risarcimento danni». Pesanti accuse contro l?azienda, nei giorni scorsi, sono arrivate anche da due assessori comunali. Secondo i calcoli di Nicola Oddati (mobilità), l?ottanta per cento dei dissesti stradali è dovuto a guasti lungo le condotte idriche; mentre Ferdinando Di Mezza (difesa del suolo) ricorda che la pubblica amministrazione ha staziato 35 milioni di euro per il rifacimento della rete idrica e che, malgrado questo impegno, il sistema continua a mostrarsi troppo fragile. Queste le tesi difensive dell?Arin: «Non si può addebitare alle tubature ogni responsabilità per le buche e delle voragini – spiega l?addetto stampa Rino Felisio – dal momento che spesso è proprio il dissesto stradale, dovuto ad altre cause, a provocare il cedimento delle condotte. Quanto ai 35 milioni di euro, da finanziare con i Boc, per adesso si tratta di una cifra disponibile soltanto sulla carta».

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