Continuando a cantare del perduto amor
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fonte:
- Il Gazzettino
Il vincitore sarà scelto tra venti big divisi in quattro categorie più dodici giovani, fra duetti obbligati e ospiti
Martedì sera in diretta su Raiuno alle 20.45 avrà finalmente inizio il 55. festival di Sanremo presentato da Paolo Bonolis conla collaborazione di Antonella Clerici e della modella Federica Felini. Trentadue i cantanti in gara, venti big divisi in quattro categorie, e dodici giovani. Le giurie demoscopiche distribuite nelle varie sedi Rai italiane voteranno giorno dopo giorno provocando una serie di eliminazioni fino a formare il cast della finale che vedrà i cinque vincitori di categoria sottoposti al televoto per determinare il vincitore assoluto.
Gigi D`Alessio è il favorito di stagione, ma potrebbe entare papa e uscire cardinale com`è successo diverse altre volte.
I giochi non sono ancora fatti. Manca soprattutto la lista degli ospiti, dopo l`opposizione generale a Mike Tyson («ok, non si vuole che venga, ma adesso chi glielo va a a dire?», ha scherzato Bonolis) pugile violento e scomodo. La Rai, che si sarebbe assicurata la presenza di Hugh Grant, Will Smith, Michael Bublè, Gwen Stefani e soprattutto Vasco Rossi (che tornerà a cantare “Vita spericolata“ dopo oltre 20 anni dal suo esordio sanremese, e “Un senso“, dall`ultimo album), punta ora tutte le carte disponibili sul fascinoso George Clooney, confidando anche in un cachet reso meno oneroso dal fatto che l`attore americano ha preso casa sul Lago di Como.
Ospiti, presentatori, attori, come sempre si parla di tutto fuorchè di canzoni. Salvo rare eccezioni, il temna dominante di quest`anno sembra il “perduto amor“, fidanzamenti rotti, uomini abbandonati, donne lasciate. C`è un disperato senso di instabilità da cui si salva incredibilmente proprio il cantore ufficiale della disperazione Masini.
Ma le canzoni sono solo un pretesto per fare televisione. E lo sanno anche i cantanti, che infatti sono andati a frotte a scegliersi personaggi popolari e televisivi, attori di soap, di reality, per i duetti del venerdì.
E intanto si litiga sui soldi, sulle scommesse e sulla schedina collegata al festival, quest`ultima da poco distribuita e che consente di cercare di indovinare i nomi dei cinque finalisti. A parte la dignità professionale e la protesta del Codacons che giustamente rileva come le scommesse e le schedine potrebbe ro alterare il risultato del Festival perchè, se uno – mettiamo – ha scommesso su D`Alessio ovviamente poi cercherà di votarlo per vincere anche se magari la canzone gli fa schifo, il problema reale è che da scommesse e schedina i cantanti trattati come cani o cavalli (ma già negli anni Ottanta il Festival era sponsorizzato dal Totip) non percepiscono un euro. Discografici e artisti, a partire da D`Alessio, Rei, Meneguzzi e Tatangelo, si sono rivolti al giudice minacciando il ritiro. Domani il tribunale dibatterà con procedura d`urgenza.
Povera Italia. Che avrà però il suo inno in versione rock ad aprire le serate. A suonarlo sarà Paolo Carta cercando di imitare lo spirito con cui Jimi Hendrix massacrò splendidamente a Woodstock quello americano e rese omaggio a Wight a quello inglese.
Non c`è dubbio che qualcuno insorgerà sia pure impropriamente, come già successe per la versione soul di Elisa, dimenticando quella reggae dance che fece Roberto Ferri un quarto di secolo fa. Ma sull`inno, che piace a pochi e conoscono ormai in ancor meno (al punto che i calciatori finalmente lo cantano ma sbagliano parole e significati – “stringiamci a coorte“ è diventato perloro “stringiamoci a corte“), non siamo in buone mani se è vero che la “cantante ufficiale“ dell`inno Elena Bonelli si è detta felice dell`idea proponendosi per interpretare anche la versione originale con la banda dei Carabinieri mettendosi a disposizione di Bonolis «con le note di Mameli, le parole di Novaro e la mia ugola». Il giovane poeta e patriota Mameli e l`amico maestro di musica Novaro avranno fatto un altro giro nella tomba.
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