«Ho perso molti soldi investiti in tango bond»
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fonte:
- l`Adige
«Ho perso molti soldi investiti in tango bond»
INGUAIATA. La Cassa rurale di Rovereto deve incassare il terzo atto di citazione per il caso dei bond argentini
Due anni fa scoppiò il bubbone. Il tracollo finanziario dell´Argentina lasciò in braghe di tela centinaia di piccoli risparmiatori che avevano investito i propri soldi in bond argentini. Nessuno, si disse allora, poteva prevedere un crac della repubblica sudamericana ma alla fine a fare i conti con la bancarotta di Stato furono famiglie intere che in un batter d´occhio avevano visto volatilizzarsi i risparmi di una vita.
I primi ad andare all´attacco furono le associazioni dei consumatori che se la presero con le banche, accusate di volersi liberare dalla responsabilità di rifondere i clienti buggerati dal crac del Paese del tango con azioni poco chiare.
Codacons, Federconsumatori e Adusbef del Trentino denunciarono per «Consob e Bankitalia pratiche poco ortodosse nell´esonero di responsabilità, per non aver le banche informato gli utenti sull´altissimo rischio dell´investimento». Una posizione cui gli istituti trentini replicarono di aver sempre informato i clienti dei rischi che correvano comprando bond.
La vicenda degli investimenti in titoli argentini, comunque, è tristemente nota. Molti clienti, a Rovereto così come in Italia, hanno investito nei bond di Stato che assicuravano rendimenti molto elevati. A fronte di ciò, però, il rischio era assai più alto rispetto a quello di altri strumenti finanziari.
Il crac delle finanze argentine ha fatto esplodere la questione e i titoli in mano a molti investitori locali e nazionali hanno perso una grossa fetta del loro valore.
I creditori, comunque, non sono rimasti alla finestra a guardare e qualcuno ha deciso di trascinare in tribunale nientemeno che la Cassa rurale di Rovereto, il più grosso istituto di credito della città della Quercia.
Alla doppia iniziativa dell´imprenditore lagarino e di un altro professionista (un noto medico roveretano), che ha chiesto i danni alla Rurale con tanto di atto di citazione, si aggiunge ora Giorgio Zanvettor, artigiano gommista al Follone e già membro, dal 1997 al ´99, del consiglio dei amministrazione del medesimo istituto di credito.
Orbene, Zanvettor aveva affidato i suoi risparmi alla banca affinché li investissero oculatamente.
«Mi ero fidato visto che sono stato anche nel Cda per tre anni. Ho chiesyo di investire ma non sapevo che i miei soldi sarebbero finiti in bond argentini. Anche perché non ho mai firmato niente, nessun foglio. Mi sono accorto quando mi è arrivata la nota debiti. Sono andato alla Rurale in via Manzoni e ho chiesto spiegazioni. Mi hanno detto di stare tranquillo, di non avere paura perché l´Argentina è uno Stato ricco, con molte risorse nel sottosuolo. Però le cose andavano male ma mi hanno ancora una volta ripetuto di non preoccuparmi perché le banche mondiali avrebbero evitato guai e avrebbero aiutato l´Argentina. Invece…».
Invece è andata male e l´artigiano ci ha rimesso una cospicua somma e ha promosso una causa contro la Cassa rurale di Rovereto con la speranza di rientrare del denaro perso.
Dunque anche gli amministratori dell´istituto sono stati inghiottiti dal default argentino. E con Zanvettor il numero di risparmiatori che si è rivolto al tribunale sale a tre.
Il primo aveva acquistato bond per oltre 150 mila euro, il secondo per 100 mila.
Queste due cause sono state riunite e gli interessi di entrambi sono curati dall´avvocato Marco Radice di Milano. Per la terza, invece, sta per essere fissata la prima udienza di comparizione delle parti davanti al giudice civile.
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