«Il dopo black out? Nessun rispetto per i cittadini»
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fonte:
- Il Gazzettino
Bilancio amaro delle associazioni dei consumatori un anno dopo, nemmeno è arrivato lo stato di calamità
Chissà a quanti la mente è tornata indietro di dodici mesi a vedere la neve tornare a scendere sulle strade e sui campi. Probabilmente a molti e qualcuno avrà provato una certa apprensione a pensare a quei giorni senza energia, per un black out che di responsabili a oggi ha solo il maltempo.
Era la notte tra il 28 e 29 febbraio del 2004 quando all`improvviso iniziarono a saltare le linee elettriche, con i tralicci che crollavano abbattuti sotto la neve, il gelo e il vento. Lampi di luce nel cielo buio che stonavano nella nevicata che dal pomeriggio infuriava. Molti dell`odissea che era iniziata mentre dormivano, si accorsero al risveglio: case gelide, caldaie spente, luci che non si accendevano.
Mentre la macchina dei soccorsi si metteva in moto, non senza polemiche con gli enti locali che lamentavano di essere stati lasciati soli, partivano anche le accuse che si trasformarono in azioni dei consumatori contro l`Enel.
Se la neve porta immagini di silenzio, di clima ovattato, non è stato da meno ciò che è accaduto finora: il nulla. «La magistratura di Padova ha archiviato il nostro esposto – spiega Chiara Crivellari, del Codacons – a Rovigo, invece, l`indagine è ancora in corso, ma non sappiamo a che punto sia». «Avevamo fatto un esposto all`Authority per l`energia – ricorda Enrico Scarazzati, della Lega consumatori – non ci è arrivata alcuna risposta. C`è solo l`Enel, che ha sempre detto che si trattava di cause di forza maggiore e non avrebbe fatto rimborsi».
Non avete fatto cause, però. «No e diversi associati hanno anche preferito lasciar perdere, ormai. Altri erano venuti a chiedere i moduli o informazioni su che fare, ma se si sono mossi, l`hanno fatto da soli e non sappiamo con quali esiti».
Il Codacons va giù duro. «A noi si erano rivolte molte imprese – riprende Crivellari – ma le loro speranze sono state disattese perché non è stato dato lo stato di calamità. Il ministro Marzano aveva promesso pubblicamente la possibilità di risarcire le attività (si pensi agli avicoltori, ai vivaisti e a tante altre categorie danneggiate pesantemente dal black out) tramite la calamità naturale, che avrebbe dato fondi alle Regioni per poi risarcire. La Provincia aveva anche iniziato a raccogliere le domande delle aziende, ma finora per niente. È una cosa grave e lo è altrettanto che l`Authority non si sia più fatta sentire. Non è rispettoso verso i cittadini, che hanno subìto enormi disagi per giorni, sono stati abbandonati».
Crivellari chiude con un particolare. «All`Authority avevamo chiesto di attivare un numero per le emergenze così da contattare le persone. Era stato creato, ma nessuno era lì a rispondere».
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