23 Febbraio 2005

Polizze meno care ma le truffe pesano

Polizze meno care ma le truffe pesano

Marzano: «Aumenti inferiori all?inflazione» I consumatori: «Ma dovrebbero calare del 20%»

Roma. Tariffe fredde per l?rc, responsabilità civile, auto. Nel corso degli ultimi mesi le polizze hanno rallentato la loro corsa, scesa nettamente sotto il tasso di inflazione. Secondo i dati dell?istituto di statistica, tra giugno 2003 e dicembre 2004 l?incremento dei premi pagati dagli assicurati è stato infatti dell?1 per cento, contro un carovita del 3 per cento. E anche a inizio 2005 la tendenza sembra confermata: a un?inflazione dell?1,9 per cento è infatti corrisposto a gennaio un aumento dei premi dello 0,8 rispetto a gennaio 2004. A fare il punto sulla spinosa questione, che sta particolarmente a cuore agli automobilisti italiani, è stato Antonio Marzano, ministro delle Attività produttive, che insieme con l?Ania, Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici, ha snocciolato i dati illustrando, assieme agli obiettivi ritenuti ormai centrati, anche i buoni propositi per il futuro: dal passaggio generalizzato all?indennizzo diretto passando per l?istituzione di un?agenzia antifrode per la lotta alle truffe.
Governo e compagnie puntano il dito sul fenomeno sempre più diffuso delle truffe alle assicurazioni che in certi casi, spiega l?Ania, assume dimensioni di «delinquenza organizzata» e che come tale va quindi combattuto. Da qui l?idea di istituire presso la presidenza del consiglio o presso un ministero (della Giustizia o dell?Interno) un?agenzia specifica che coordini l?attività delle procure e dia impulso alle indagini. Oltre che l?rc auto (le frodi riguardano il 3 per cento dei sinistri, con punte del 19 per cento in alcune zone), le truffe coinvolgono anche altri settori, ha spiegato Fabio Cerchiai, presidente dell?Ania, a tutto svantaggio degli assicurati che si comportano in modo corretto.
Dalla lotta alle frodi, ha spiegato Marzano, passa infatti anche la possibilità di arginare i rincari. Riducendo i «costi impropri», gli ha fatto eco Cerchiai, è possibile avere effetti positivi anche sulle tariffe. Finora i benefici della patente a punti sono stati del resto limitati: nonostante una diminuzione degli incidenti (-2,5 per cento nei primi tre trimestri del 2004), i costi medi dei risarcimenti, ha osservato Cerchiai, continuano infatti ad aumentare a ritmi praticamente doppi (»5 per cento nello stesso periodo dell?anno). E lo stesso obiettivo del contenimento dei premi, può essere raggiunto, ha sottolineato Marzano, con un ricorso generalizzato all?indennizzo diretto, che permetterebbe di semplificare le procedure e ridurre le spese legali. Per diffondere il sistema è però necessario un parere omogeneo delle compagnie, che per il momento non sembrano aver trovato un accordo.
I dati diffusi ieri non mancano comunque di sollevare l?ennesimo polverone: le critiche arrivano dalle associazioni dei consumatori che chiedono un calo delle tariffe soprattutto alla luce dei benefici della patente a punti. «Anziché a vantaggio degli automobilisti», lamenta l?Adiconsum, «gli effetti sono stati tutti incorporati dalle compagnie i cui profitti sono andati alle stelle».
«Anche se le dichiarazioni di Marzano e Ania fossero vere, e le tariffe fossero cresciute dell?1 per cento», tuona il Codacons, «sarebbe comunque una pessima notizia per gli assicurati, perchè le tariffe rc auto dovrebbero diminuire di almeno il 20 per cento».
«È incredibile che il ministro Marzano, in visita all?Ania, si complimenti con le compagnie di assicurazione perchè, a suo dire, le tariffe rc auto sarebbero aumentate meno dell?inflazione», dichiara Alberto Fluvi, deputato dei Ds e componente della commissione Finanze della Camera. «Avremmo preferito un ministro meno attento a difendere gli interessi delle assicurazioni e più interessato a tutelare quelli dei cittadini», sottolinea Fluvi, «I “rami danni“ sono ormai in attivo da diversi anni. Vi sono quindi le condizioni per diminuire le tariffe rc auto. Occorre introdurre nel sistema meccanismi, che aumentino la concorrenza fra le imprese».

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