22 Febbraio 2005

I DATI DI GENNAIO. I CONSUMATORI: RIVEDERE IL «PANIERE»

I DATI DI GENNAIO. I CONSUMATORI: RIVEDERE IL «PANIERE»

Effetto saldi sull?inflazione in calo al 2%

L?Istat conferma che l?inflazione è in lieve calo. All?1,9% a gennaio, dopo il 2% segnato a dicembre. I consumatori non ci credono. E puntano ancora l?indice accusatorio contro i criteri di rilevazione dell?istituto. Chi ha ragione in questa perenne diatriba tra i difensori del cittadino e e l?Istituto nazionale di statistica? Certamente, una bussola per orientarsi è la posizione super partes dell?Unione europea, a cui va attribuita una diversa metodologia di misurazione della temperatura della febbre dei prezzi. Si sintetizza in due parole: indice armonizzato. E proprio l?indice armonizzato europeo racconta una terza versione dell?inflazione. A gennaio si sarebbe attestata al 2% e non all?1,9%. Come si spiega questa differenza? Anzitutto, anche seguendo la strada dei criteri europei, si scopre un trend in discesa. Dal 2,4% di dicembre al 2% (è stata corretta la stima precedente del 2,1%), appunto, di gennaio. Però ancora più significativa di quest?andamento annuo è la discesa su base mensile. Rispetto allo scorso dicembre, la variazione dell?indice armonizzato dei prezzi al consumo è stata di -1%. Un ribasso di queste dimensioni non si verificava dal 2001. Il primo motivo è che in Europa si tiene conto di saldi, vendite promozionali e sconti. L?istituto guidato da Luigi Biggeri invece non li considera affatto. E gennaio, che è il mese per antonomasia dei saldi, soprattutto nell?abbigliamento, ha visto proprio questo settore (il capitolo di spesa rilevato comprende anche le calzature) secondo il calcolo Ue, accusare un calo di ben l?8,7% rispetto all?ultimo mese dell?anno (la variazione annua è stata +0,7%). Secondo l?Istat, invece, questo capitolo è rimasto fermo. La seconda differenza riguarda i medicinali. In base alla tabella dell?indice armonizzato, la spesa relativa al capitolo servizi sanitari e salute, che comprende appunto i farmaci, non si è mossa rispetto al mese di dicembre. Le statistiche italiane evidenziano invece che è diminuita dello 0,5%. E proprio questo calo ha contribuito, insieme al ribasso della benzina, a raffreddare l?inflazione. Se si guarda alla variazione annua, infatti, secondo l?Ue sarebbe stato messo a segno un aumento del 3,6%. Mentre, secondo l?Istat vi sarebbe stata una riduzione dello 0,5. Il motivo è che in Europa, a differenza dell?Italia, si tiene conto della spesa effettiva di chi acquista, considerando anche eventuali ticket. Così per i consumatori non c?è dubbio. Va attuata una riforma dei «panieri» utilizzati dall?Istat per le sue rilevazioni. L?Intesa chiede l?istituzione di «panieri diversificati in grado di rappresentare meglio la situazione reale delle diverse categorie di consumatori». «Il calo registrato dall?Istat – si denuncia – si scontra palesemente con gli aumenti dei prezzi dei carburanti e dell?ortofrutta del mese scorso». L?Adiconsum fa notare però che ha pesato il crollo dei consumi. Nel settore alimentare si stima che sia stato del 5-10%. Completa il quadro la segnalazione di Unioncamere sulle vendite nei supermercati. Nel 2004 l?aumento del fatturato è stato contenuto ad un +2,2% contro il +6,7% del 2003. Tornando all?inflazione, da notare che Napoli, con un aumento del 2,4%, si colloca tra le città più care.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this