22 Febbraio 2005

«Per i bond argentini nessun`altra offerta» Consumatori: richiamare ambasciatore

«Per i bond argentini nessun`altra offerta» Consumatori: richiamare ambasciatore

BUENOS AIRES L`Argentina non cambierà i termini dell`offerta di scambio lanciata sui titoli in default che scade venerdì prossimo. Ad appellarsi ai creditori privati, avvertendoli che i termini dell`operazione non saranno migliorati, è direttamente il presidente del Paese sudamericano, Nestor Kirchner. Agli obbligazionisti «dico che ci sono ancora quattro giorni e che dovrebbero sottoscrivere perchè non si saranno altre offerte. Lo dico loro con tutto l`affetto e per quanto mi dolga», ha proseguito Kirchener. «Ma noi», ha concluso, «dobbiamo rimediare a un debito e a un default provocato da altri». Un messaggio quest`ultimo anche a uso interno, teso a bloccare le mire di rivalsa dell`ex presidente Carlos Menem e dell`ex capo del Governo, Adolfo Rodriguez, che stanno tentando di riorganizzare i propri sostenitori all`interno del partito peronista cui appartiene anche Kirchner. CONSUMATORI A GOVERNO: RICHIAMI AMBASCIATORE – Il governo italiano deve richiamare l`ambasciatore italiano e adoperarsi in seno al G7 per far modificare il concambio offerto dall`Argentina ai possessori di tango-bond, che prevede un taglio del 70% del capitale. E` quanto chiede, in una lettera indicata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l`Intesa dei consumatori, che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. DEPUTATI ITALIANI: MOLTI I COLPEVOLI – Sulla vicenda dei bond argentini in default venduti ai risparmiatori italiani nessuno è innocente. E` la convinzione dei tre deputati italiani – i diessini Giorgio Benvenuto e Luigi Olivieri e il leghista Giovanni Didonè – al termine della visita di sette giorni a Buenos Aires dove hanno acquisito informazioni sull`offerta di concambio del debito privato in default e materiale legato al comportamento delle banche italiane.

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