Fmi in pressing sull`Argentina
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fonte:
- Miaeconomia.it
Una presa di posizione da parte di un organismo internazionale era attesa da tempo e a rompere il silenzio è stato il Fondo monetario internazionale. ?Un passo molto importante per giungere alla normalizzazione dell?Argentina ? ha dichiarato il direttore esecutivo del Fmi, Rodrigo Rato – è il successo del concambio in un modo molto ampio sotto il profilo del numero di creditori aderenti?.
Rato non ha parlato di percentuali ma c?è da presuppore che la soglia auspicata guardi alla quasi totalità delle adesioni. Infatti le prime richieste del Global Committee of Argentina Bondholder, l?organismo che cura gli interessi di molti sottoscrittori esteri di tango bond, parlavano di un tetto minimo di almeno l?80% visto che, in casi simili, altri Paesi erano arrivati anche al 90%.
Il pressing dell?Organizzazione diventa ancora più importante alla luce della richiesta arrivata dalla Task Force Argentina, l?associazione che rappresenta la maggioranza degli oltre 450mila risparmiatori italiani rimasti coinvolti dal crack di Buenos Aires.
Il presidente, Nicola Stock, ha infatti chiesto alla Consob la sospensione del periodo di offerta, in scadenza venerdì prossimo, entro il quale è possibile aderire al concambio dei bond caduti in default con nuovi titoli di stato.
I titolari di obbligazioni argentine, secondo Stock, sarebbero stati colti di sorpresa dalla legge varata dal Parlamento di Buenos Aires che vieta qualsiasi miglioramento dell?offerta sudamericana. Il provvedimento, inoltre, è arrivato insieme alla pubblicazione dei dati gonfiati sul numero delle adesioni.
Un atteggiamento scorretto contro cui i risparmiatori hanno il diritto di difendersi, continua il presidente della Tfa, magari anche facendo un passo indietro e revocando la propria adesione. Da parte sua, il governo di Buenos Aires resta fermo sulle sue posizioni e, anzi, rilancia il suo aut aut.
?Non ci sarà un?altra offerta: ora o mai più? ha dichiarato senza mezzi termini il presidente, Nestor Kirchner. ?Abbiamo fatto tutto lo sforzo possibile affinchè l?Argentina possa far fronte ai suoi doveri? ha spiegato, precisando che per il suo Paese ?è finito il tempo di inginocchiarsi`?. Per ora, però, in ginocchio sono finite le famiglie di risparmiatori che avevano puntato sui titoli di stato sudamericani.
Traditi ma ancora battaglieri, i titolari italiani di tango bond si preparano a una manifestazione nazionale di protesta a Roma se l?offerta argentina non verrà migliorata.
Intanto l?Intesa dei consumatori, che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, perchè il governo richiami l?ambasciatore italiano e si adoperi ?in seno al G7 per mettere al bando l?Argentina dalla comunità finanziaria internazionale?.
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