Carraro & C. insistono sui sondaggi e ingaggiano sigle e siglette minori
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Massimo Carraro insiste con i sondaggi. Dice che diventano sempre più rosei per lui e per il centrosinistra che lo vuole presidente in Regione. I numeri sfornati dagli specializzati del settore lo confortano: «Siamo al 44,3 per cento contro il 46,5 per cento» . Sempre perdenti, s?intende, ma con un andamento in crescita: «Un punto alla settimana» . Vada come vada, in ogni caso rilevazioni del genere gli danno un buon corroborante da trasferire alla squadra partiti e partitini – diventati adesso tredici – che gonfiano le sue vele verso Venezia.
«Adesso, ultima stima, siamo a due punti dal centrodestra» ha raccontato ieri alla squadra delle liste civiche (“Per il Veneto con Carraro“) che l?ha ospitato alla presentazione dei candidati, i primi disponibili con nome, volto e posa fotografica sulla piazza vicentina dove altre formazioni (Uniti nell?Ulivo, Forza Italia, Lega Nord) hanno ancora qualche tassello da completare. Come fa Carraro a conteggiare la rimonta sulla Casa delle libertà che appena un anno fa, alle euroelezioni, stava avanti di 17 punti percentuali? «Al risultato dei partiti dell?Unione di centrosinistra e delle liste civiche – ha calcolato riferendosi all?ultimo test condotto per il settimanale L?Espresso e agli ultimi accordi firmati con sigle e siglette – bisogna aggiungere l?1,8 per cento del partito dei Pensionati e l?1 per cento della Liga fronte veneto. E poi l?apporto che potranno dare i consumatori del Codacons» . In definitiva, secondo Carraro & C. sta succedendo questo: il complesso centrosinistra-alleati si avvicina al centrodestra del presidente uscente nella stessa misura sondata per quanto riguarda le candidature per la poltronissima di “governatore“.
«Ed è questo il fatto nuovo di questi sondaggi» è stato il commento del candidato. Che ben ricorda il 2000, quando il suo predecessore Massimo Cacciari era stato “testato“ più votabile di Galan, ma era finito distaccato abissalmente nel voto reale dei veneti, che della popolarità cacciariana se ne infischiavano e segnavano le crocette decisive sui partiti preferiti e, attraverso questi, sul forzista Galan.
«Le stime di voto su presidenti e coalizioni tendono a coincidere e la differenza rispetto a cinque anni fa – ha interpretato Carraro – è fatta dalla presenza delle liste civiche» . Cioè delle sette compagini che corrono nel suo nome, con connotazioni politiche diverse da provincia a provincia, per lo più collegate alla Rete dei “civici“ che nel Veneto è stata tirata dal veronese Paolo Zanotto e dal vicentino Giovanni Giuliari.
Capolista dei carrariani che esordivano ieri a Vicenza è appunto il presidente di Vicenza Capoluogo, Andrea Pelosi, consigliere e assessore provinciale per i Verdi nei primi anni Novanta: «Vogliamo rappresentare in Regione il federalismo non parolaio come quello della Lega e non centralista come quello che sta realizzando il centrodestra» .
Primi temi programmatici sottolineati da Pelosi: «La difesa dell?eccellenza veneta in materia di sanità e politiche sociali: perché non bastano gli ultimi due mesi di straordinaria attività dell?assessore Sante Bressan, prima della campagna elettorale, per cambiare il segno negativo di dieci anni di centrodestra. La pianificazione di una viabilità integrata: perché oltre ai tagli inaugurali di nuove strade e autostrade bisogna concertare con i Comuni, scavalcati dalle decisioni centralistiche, fome nuove di trasporto locale ».
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