20 Febbraio 2005

«Gli automobilisti indotti a sbagliare»

«Gli automobilisti indotti a sbagliare»

I consumatori contro le migliaia di multe per le telecamere

C?è gente che si è già rovinata la vita; per qualcuno l?incubo è appena iniziato. Si chiama «Ztl» e riappare ogni giorno sotto forma di multe che, a decine, puniscono l?attraversamento dell?area «off-limits» per chi non dispone del permesso. Non importa se la violazione è inconsapevole o meno, se si limita a brevi tratti o riguarda distanze maggiori: le telecamere non perdonano, anche in questo caso la legge non ammette ignoranza.
Per le associazioni dei consumatori raccolte nell?«Intesa» – Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori – la questione è invece un?altra. Il punto, spiegano, è se esistono comportamenti della pubblica amministrazione che inducano all?ignoranza. A Torino, secondo loro, è successo proprio questo. Segue la proposta: trovare un compromesso con il Comune per evitare uno scontro frontale dagli esiti imprevedibili. Già oggi il contenzioso innescato dai ricorsi ai giudici di pace rappresenta oltre il 30% di quello complessivo iscritto a ruolo. Non solo: aumenta il rischio di interpretazioni discordanti sullo stesso tema da parte dei magistrati onorari, mentre il reddito degli automobilisti multati scricchiola sotto il peso di decine di verbali con le relative spese di notifica.
Da qui la decisione di sottoporre a Palazzo civico un «documento tecnico-giuridico» anticipato nell?incontro convocato ieri dai presidenti regionali delle associazioni: Silvia Cugini (Adoc); Alessandro Di Benedetto (Adusbef), accompagnato dal presidente nazionale Elio Lannutti; Tiziana Sorriento (Codacons); Giovanni Dei Giudici (Federconsumatori). Sul banco degli imputati, più che le telecamere, «gli atti o comportamenti equivoci e contraddittori posti in essere dalla pubblica amministrazione». Vale per la falsa partenza del sistema di accertamento basato sulle telecamere, annunciato e poi sospeso in attesa dell?omologazione da parte del Ministero. Idem per la diversificazione degli orari di divieto e di accesso alla Ztl, uniformato nelle scorse settimane insieme al potenziamento della segnaletica. Il risultato, secondo l?«Intesa», è stato un pasticcio di corsi e ricorsi che hanno confuso le idee ai cittadini inducendoli a violazioni ripetute e ripetutamente multate. Per questo oggi le associazioni chiedono l?annullamento dei verbali elevati nella fase immediatamente seguente l?entrata in servizio delle telecamere, sottovalutata dopo la falsa partenza iniziale, e in quella precedente l?uniformizzazione degli orari di divieto relativi alla Ztl. Resta il problema di come gestire il grosso delle «violazioni seriali». Applicando il «cumulo giuridico» previsto dalla legge 689, propone l?«Intesa»: l?automobilista pluri-multato pagherebbe un solo verbale, con una sola notifica, aumentato fino a un massimo di tre volte.
Si tratta di valutare se la formula, finora applicata in altri campi del diritto, è estensibile al codice della strada. Le associazioni dei consumatori ne sono convinte. Anzi, sostengono che a Bologna nel 2004 ci sono stati dei precedenti. Restano da convincere il Comune e i giudici di pace. «Siamo aperti a soluzioni legalmente accettabili, ma non ci risulta che il Codice stradale preveda questa possibilità – commenta l?assessore Gian Luigi Bonino (tributi) -. Non c?è stato accanimento: l?accesso alla Ztl è disciplinato da 12 anni, ben prima dell?avvento delle telecamere».

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