18 Febbraio 2005

Adesso che è diventato «un?emergenza nazionale»

Roma. Adesso che è diventato «un?emergenza nazionale», come ha detto l?altro giorno il ministro Matteoli ai sindaci, contro lo smog è pronta a scendere in campo una task-force che coinvolge rappresentanti dei ministeri dell?Ambiente, della Salute, delle Attività Produttive e delle Infrastrutture, delle Regioni, delle Province, dei Comuni insieme agli esperti di Apat, Enea e Cnr. Il decreto che istituisce il tavolo tecnico arriverà presto come è stato deciso nel secondo round dell?incontro tra Matteoli e l?Anci. Oggi al ministro toccherà intanto andare a riferire in Consiglio dei ministri; la prossima settimana saranno i sindaci ad essere ricevuti a Palazzo Chigi. Il nodo cruciale è far quadrare i conti. Per finanziare gli interventi necessari alla ristrutturazione del servizio pubblico, la disponibilità del ministero è di 100 milioni contro i 500, per i prossimi quattro anni, richiesti dall?Anci che ha già tirato fuori qualche idea per fare cassa. Come l?istituzione di un tributo di scopo – proposta dal sindaco di Milano Albertini – sui veicoli più inquinanti o di un?aumento del 3% delle imposte sui carburanti che, secondo il sindaco di Roma Veltroni consentirebbe di mettere insieme all?incirca 1,8 miliardi. Qualche perplessità, l?Anci nutre invece riguardo agli incentivi per il rinnovo del parco circolante: per eliminare i 20mila motori più inquinanti euro 0 ed euro 1, che sono circa la metà del totale, sarebbe necessaria una cifra enorme, che, sostiene l?associazione, investita nel trasporto pubblico locale offrirebbe migliori risultati anche dal punto di vista della vivibilità delle città. Più facile, per i sindaci, tentare di migliorare il parco motocicli: un incentivo di 300 euro per i circa 4 milioni di motori euro 0 ed euro 1 avrebbe un costo totale di poco più di 1 miliardo. Basate sul principio «paghi chi inquina» le soluzioni prospettate piacciono tanto soprattutto agli ambientalisti. Per l?Unrae, l?associazione della case automobilistiche estere va scartata ogni soluzione che penalizza il settore, che contribuisce per oltre il 21% alle entrate dello Stato. L?Intesaconsumatori boccia invece l?aumento sulla benzina: si tratterebbe, fa sapere l?unione delle associazione di difesa dei consumatori, dell?unidicesima accisa imposta dallo Stato dal 1935, e dell?ennesimo conto da pagare sottoposto ai cittadini. In attesa della convocazione da parte del premier, i sindaci, che chiedono anche il riconoscimento di poteri speciali per la gestione della mobilità e la realizzazione delle infrastrutture ad essa destinate, puntano sulla «missione» di Matteoli a Palazzo Chigi. La speranza è che oggi il ministro riesca a convincere qualche altro collega – magari Sirchia e Lunardi – a mettere mano al portafogli per risolvere un?emergenza che costa al Paese 2000 morti all?anno e che, attraverso il continuo ricorso a blocchi e limitazioni del traffico intralcia pesantemente l?economia. «L?importante è che il Governo abbia capito che la questione dello smog nelle città è una vera e propria emergenza. Adesso è però necessario che si lavori per trovare soluzioni condivise, immediate e concrete che consentano di far fronte al problema. Attendiamo la convocazione a Palazzo Chigi» commenta Leonardo Domenici, Sindaco di Firenze e Presidente Anci. Una speranza e un ultimatum perché se i soldi non dovessero arrivare, i sindaci sono pronti alla paralisi totale delle città.

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