17 Febbraio 2005

Piovono decreti ingiuntivi sulle caldaie

Piovono decreti ingiuntivi sulle caldaie

Ma dal Codacons parte la battaglia: «Adiremo le vie legali anche in sede penale»

L`Asea fa piovere i decreti ingiuntivi nelle case degli utenti morosi. Le cartelle per il recupero dei crediti sono state intestate a 4.900 titolari di impianti di riscaldamento in provincia che non hanno pagato le somme fissate per i controlli relative al biennio 2001/02. Un provvedimento cui l`azienda concessionaria del servizio di controllo delle caldaie fa sapere di aver fatto ricorso quale «estrema azione giudiziaria necessaria solo dopo aver invitato nuovamente l`utente a pagare l`importo corrispettivo con un tentativo di recupero bonario». Il decreto ingiuntivo è stato già recapitato a 1.600 utenti della provincia; gli altri 3.300 stanno ricevendo in questi giorni il sollecito bonario. I responsabili dell`Asea fanno riferimento all`articolo 24 dalla convenzione con la Provincia che prevede, per l`appunto, il recupero dei crediti tramite il decreto ingiuntivo, cui, però, si sta opponendo il Codacons anche insieme ad alcune amministrazioni pubbliche (ne riferiamo a parte). Il fatto è che in provincia il servizio di controllo delle caldaie è stato affidato in subaffidato alla Merid impianti. «In quanto società subconcessionaria – spiega l`avvocato Piero Mongelli, del Codacons – la Merid non ha titolo a procedere ai decreti ingiuntivi che, pertanto, vanno annullati». Ma non è tutto. «Là dove dovessimo ravvisare situazioni o comportamenti lesivi dei diritti dei consumatori – fa sapere Mongelli – procederemo con la denuncia alla Procura della Repubblica. Lo faremo come Codacons anche senza indicazioni da parte degli utenti interessati». Nel frattempo, dai responsabili dell`Asea giunge l`invito ai cittadini che riceveranno nei prossimi giorni il sollecito bonario «a pagare nei termini i corrispettivi dovuti al fine di evitare la successiva azione giudiziaria e, quindi, ulteriori spese aggiuntive ed inutili sprechi di tempo». Contestualmente, ricordano che lo sportello telefonico è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13 e risponde ai numeri 0836/563778 e 0836/564168; invece, l`ufficio della sede centrale, al civico 34 di via Paisiello, a Lecce, è aperta al pubblico il martedì ed il giovedì dalle 10 alle 12. Lo stesso fanno sapere dall`associazione per la tutela dei diritti dei cittadini. L`avvocato Mongelli fa sapere agli utenti che si possono rivolgere in tutti gli sportelli del Codacons aperti nei comuni della provincia. L`ufficio provinciale è a Lecce, al numero 2 di via Braccio Martello, e risponde al numero telfonico 0832/342690. «Il caso dei Comuni di Miggiano, Montesano e Specchia – spiega Mongelli – è esemplare. Invitiamo tutte le altre amministrazioni ad essere altrettanto sensibili e disponibili nei confronti delle famiglie sulle quali stanno ingiustamente arrivando i decreti ingiuntivi, ed a fare loro quella difesa civile che noi stiamo sostenendo». «L`obiettivo è sempre lo stesso – conclude l`avvocato del Codacons – Costringere una Amministrazione provinciale ad avviare una campagna di verifica degli impianti termici che sia confacente alle norme di legge, rispettosa dei diritti dei cittadini ed equa nel prezzo». La battaglia del Codacons in materia di caldaie, infatti, continua anche sul versante delle tariffe applicate sia per l`autocertificazione, da parte degli utenti, sia per i controlli, da parte dell`azienda concessionaria del servizio. Mongelli annuncia novità per i prossimi giorni.

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