Il Club dei single sfida la solitudine
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fonte:
- Il Gazzettino
Il popolo naoniano dei single si sta organizzando per combattere in gruppo il nemico più agguerrito di chi è “scoppiato“: la solitudine. Da quando ha incominciato timidamente a riunirsi e i partecipanti a fidarsi e ad appoggiarsi l`uno all`altra, nel settembre scorso, il gruppo è notevolmente cresciuto, sino a superare la sessantina. Nel frattempo sono già nati due amori e in tanti hanno intrecciato sincere amicizie, trovato il compagno di viaggio ideale o la persona giusta con la quale coltivare gli interessi più svariati.
Piano piano dall`incontro-aperitivo, consumato senza soluzione di continuità ogni giovedì sera al caffè Municipio, il gruppo ha iniziato a incontrarsi in pizzeria, poi a cena, sino ad arrivare alla festa da ballo, organizzata dal numeroso gruppo di single di Treviso e di Castelfranco Veneto, che raggiunge quota 150, il quale ormai da anni propone un incontro conviviale allietato dalla musica ogni 26 del mese.
«Una cosa, questa – spiega Edda, che tiene “le redini“ del gruppo, aiutata da Antonio – che vorremmo importare, organizzando anche qui, delle belle cene, invitando gli amici veneti e udinesi. Per questo stiamo mettendo i ferri in acqua per organizzare il primo evento mondano di questo tipo, che probabilmente si terrà a marzo alla Fattoria, un locale grazioso e soprattutto capiente».
Edda e i suoi amici, pur convinti e divertiti da questa nuova attività di animazione, non vogliono però rivelare i loro cognomi, né farsi fotografare. «Perché – si giustificano – temiamo che la gente possa capire male o si lasci influenzare dai pregiudizi. Ci è già capitato con gli annunci che abbiamo fatto pubblicare. Tant`è che ora precisiamo: “Siamo un gruppo di single con propositi seri e onesti, organizziamo incontri, cene e balli“ Però il numero di cellulare è disponibile per chiunque: è il 347-9181925“».
In numero dei single, in generale, invece, stando alle statistiche nazionali, raggiunge quota 5 milioni, pari al 35\% della popolazione adulta ed è in costante aumento. La popolazione “dei soli“, va però detto, comprende non solo i celibi e le nubili, ma anche i vedovi, i separati e i divorziati.
La “solitudine“ però non gode di comprensione, anzi alle volte desta diffidenze e sospetti, né di benefici, nè di sconti, sia nella vita quotidiana sia in vacanza. Tant`è che il singolo, se si pensa, per esempio, alle spese condominiali o all`assegnazione delle case popolari oppure ai costi per usufruire di una stanza con un solo letto in albergo, paga sempre più degli altri.
Lo sa bene l`Anis, Associazione nazionale italiana single, fondata da Anna Maria Falbo, di Grosseto (nella foto), che conta più di mille iscritti, della quale fa parte, a titolo di consulente legale, anche l`avvocato pordenonese Vitto Claut, scapolo “incallito“, che da anni si batte contro le discriminazione nei confronti delle persone sole, e che ha stimolato e favorito la nascita del gruppo pordenonese. «Del quale – spiega il legale – non mi sarei potuto occupare personalmente, perché con il lavoro che faccio (inoltre è anche presidente regionale del Codacons, che tutela i consumatori,ndr) ho poco tempo a disposizione. Però – tiene a precisare il legale – per quanto riguarda il sovrapprezzo previsto per la camera singola, per ora, siamo riusciti ad ottenere un ottimo risultato in Toscana. Qui l`assessorato al Turismo ha concesso ai single di non sobbarcarsi il 20\% in più per dormire in una camera con un letto. Mentre nei supermercati le monodosi di alimentari per persone sole hanno preso piede già da qualche anno. Però di strada da fare ne rimane tanta. Soprattutto sul fronte della adozioni che vengono negate a chi ha scelto di vivere da solo».
– Qual è l`età media dei pordenonesi che frequentano il gruppo?
«Direi 45 – risponde Edda, che è rimasta vedova quando aveva 42 anni – visto che la fascia d`età dei partecipanti va dai 35 ai 60 anni. Però, devo dire, che qui non è stato facile rompere gli argini delle diffidenza. I pordenonesi sono molto più razionali e titubanti rispetto ai trevigiani, che invece sono più aperti e disponibili nell`affrontare situazioni nuove».
– Per esempio, come si comporta il single pordenonese?
«Tanti telefonano, fanno un sacco di domande e poi magari vengono anche all`aperitivo, ma stanno muti, imbronciati, incapaci di intavolare un qualsiasi discorso. Si comportano davvero come cittadini di serie B. Con altri invece tutto fila liscio come l`olio. Scatta subito il feeling, la simpatia. Ed è amicizia. Poi subentra il passaparola e allora il gruppo lievita».
– Ci cono più donne o più uomini?
«Direi che il 60\% è composto da donne, perché forse si fanno meno problemi degli uomini».
– Cosa si aspettano?
«Di trovare compagnia. Non intendo amore. Anche quello se capita, certo. È già successo per due coppie. La gente ha bisogno di parlare, di uscire, di divertirsi, di condividere con qualcuno anche solo piccoli piaceri. Per questo stiamo anche già pensando di organizzare delle gitarelle in pullman. Vedremo. In primavera o all`inizio dell`estate».
– Se è possibile fare un identikit, a che ceto sociale appartiene il single che partecipa al vostro gruppo?
«Ce n`è per tutti i gusti, dall`imprenditore al professionista, dall`insegnante all`operaio. Nel gruppo dei trevigiani che abbiamo incominciato a frequentare, per esempio, ci sono molte belle persone. Interessanti. Divertenti ed eleganti. Le feste sono molto ben organizzate, da parte di una ditta specializzata, che propone feste, amicizie, incontri».
– Costa molto allora partecipare a queste cene?
«Non tantissimo, perché devono essere alla portata di tutti. Di solito quando si è in tanti si riesce a strappare un buon prezzo. Per una cena dignitosa con l`accompagnamento musicale le donne spendono circa 35 euro e gli uomini 40. E a tutti coloro che lo desiderano viene rilasciato il tesserino del Club dei single».- Le donne pagano meno?
«Certo. Così come accade nelle sale da ballo e anche – conclude ridendo – nelle agenzie matrimoniali».
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