Offerta blindata per i bond argentini
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Buenos Aires vara la legge che non consente modifiche all`Ops.
L`offerta pubblica di scambio sui Tango-bond da ieri è blindata dalla legge argentina. La Camera dei deputati di Buenos Aires ha approvato in tarda notte un provvedimento, che aveva già ottenuto il disco verde del Senato, in base al quale il Governo non può rinegoziare, dunque migliorare, l`Ops. La nuova legge in vigore rappresenta un divieto in otto articoli per lo Stato che non potrà «riaprire il processo di concambio» né potrà «realizzare qualsiasi tipo di transazione giudiziaria, extragiudiziaria o privata» con chi non aderirà all`offerta.
L`intervento del legislatore argentino è mirato a far tramontare la speranza del lancio di una seconda offerta a condizioni migliori, nutrita da una grossa fetta di investitori. Questa “blindatura“ inoltre dovrebbe assicurare la parità di trattamento, una tutela per gli aderenti dello swap che perderanno all`incirca il 70% del capitale investito: a nessuno viene data la possibilità di chiudere la partita a condizioni migliori rispetto allo swap. Verrebbe invece lasciata aperta, tra le pieghe dell`ambiguità del testo di legge, la strada della proroga della scadenza fissata al momento al 25 febbraio. L`entrata in vigore di questo provvedimento ha provocato un fiume in piena di proteste in Italia. Secondo le associazioni riunite Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori la legge «non modifica la sostanza del diritto internazionale». IntesaConsumatori, «certa del flop», ha chiesto ieri alla Consob «di diffondere la percentuale esatta delle adesioni e il numero dei risparmiatori aderenti per smascherare la propaganda argentina». Il caso dei Tango bond intanto è tornato di scena nel Parlamento italiano. Una delegazione mista di deputati, formata da Giorgio Benvenuto (Ds) della commissione Finanze, Luigi Olivieri (ds) della commissione Bilancio e Giovanni Didoné (Lega Nord Federazione Padana), inizierà il prossimo lunedì una visita a Buenos Aires (finanziata dai deputati stessi perché non approvata dal presidente della Camera Pierferdinando Casini) per esplorare i retroscena del crack argentino e approfondire l` anomalo collocamento di Tango-bond per 12 miliardi di euro presso 450mila risparmiatori italiani. I deputati incontreranno il ministro dell`Economia Roberto Lavagna, il sottosegretario alle finanze Guillermo Nielsen, il ministro degli Esteri Rafael Bielsa, il governatore della Banca centrale Martin Redrado e il ministro delle Finanze della Provincia di Buenos Aires (seguita da Citigroup per la sua ristrutturazione di debito).
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