10 Febbraio 2005

Gli utenti: «Protesta per la sicurezza? Sì, ma meno lunga»

ROMA Carlo Rienzi, presidente del Codacons, rappresenta anche Intesaconsumatori, unione di quattro associazioni (le altre tre sono Adoc, Adusbef e Intesaconsumatori) che ha proposto una mediazione tra ferrovieri e governo: «Troppe 24 ore di sciopero, poche 8. L?agitazione dovrebbe durare 12 ore».

Appoggiate lo sciopero?

«No, ma sottoscriviamo i motivi della protesta. La sicurezza dei treni è disastrosa, è un problema che riguarda l?intera collettività. In Italia si punta sull?alta velocità ma non viene tutelata neanche quella normale. I binari possono essere invasi da animali, o persone, i bulloni si svitano con le mani, alcuni pezzi sono storti, alcune curve troppo accentuate».

Allora che fare?

«Abbiamo chiesto a Trenitalia il monitoraggio di tutta la rete per individuare i punti critici. Ci hanno risposto che la mappa c?è già con tutte le certificazioni ufficiali. Ma le certificazioni garantiscono solo il rispetto formale delle leggi, non l?effettiva sicurezza».

Un altro tema caldo, avete denunciato, è quello dei pendolari.

«Riceviamo tante proteste, ritardi continui. Il pendolarismo è uno dei nodi del futuro, le città si chiudono, sempre più gente lascia la macchina a casa e sale nei vagoni. Perché non cumulare in una tessera i minuti e le ore di ritardo da indennizzare al passeggero a fine mese?».

Come reagiranno i consumatori allo sciopero?

«Male, ulteriori disagi si aggiungeranno a quelli quotidiani. Questo tipo di scioperi all?antica non serve a niente. Andrebbero inventate modalià diverse, potevano per esempio astenersi dal lavoro solo i controllori, per un giorno si viaggiava gratis, gli utenti avrebbero simpatizzato con i ferrovieri, sul treno si sarebbe discusso del problema e l?azienda sarebbe comunque stata colpita».

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