Più che una dea, bendata, è stata una ninfa
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fonte:
- Il Mattino
Venezia. Più che una dea, bendata, è stata una ninfa. Una piccola mano di bimba è riuscita a tirar fuori dal remoto dell?urna in cui era sepolto da circa 21 mesi, il tanto atteso 53. Lo storico evento, la presa dell?imprendibile, nella sede dell?Agenzia delle Entrate di Venezia, in Campo Sant?Angelo, sotto gli occhi, ormai rassegnati, di una ventina di persone, in gran parte addette ai lavori. Tra il pubblico un solo spettatore, ha raccontato Chiara Crivellari del Codacons, ha mostrato qualcosa di simile all?esultanza per quella che, presumibilmente, era la notizia di una vincita. Sorpresa e soprattutto sollievo, invece, tra gli altri del pubblico. Era una vincita attesa. Non soltanto dai lottomani per cui durante la lunga assenza si sono spesi esperti e studiosi di ogni tipo, dagli psichiatri ai sacerdoti, ma anche dai giocatori «normali» e perfino dagli indiffferenti. Speranze e delusioni del popolo delle ricevitorie, cominciavano, ormai, a pesare un po? sulle coscienze di tutti. Perfino su quella del ministro dell?Economia che pure deve aver guardato con soddisfazione il fiume di euro, oltre un miliardo, affluito alle casse dello Stato grazie alle puntate sul 53. «Giocatelo ma con cervello, senso del limite e moderazione», l?appello rivolto da Domenico Siniscalco agli italiani lo scorso 27 gennaio. Cervello, senso del limite e moderazione. E meno male che è solo un gioco. Il maledetto 53 per 21 mesi si è trascinato dietro debiti e usura, coppie in liti e famiglie sul lastrico, morti e suicidi. La summa di tutte le disgrazie. Meno male che è uscito, e grazie alla ninfa veneziana. Sorpresa e forse sollevata anche lei, la bimba che al primo colpo ha tirato fuori il numero tanto atteso. Intanto, pare che l?evento agognato, l?uscita del 53, si sia consumato in un?atmosfera quasi dimessa, coincisa con il mercoledì delle ceneri. Sabato scorso, ancora in pieno Carnevale, era stato il Codacons ad organizzare a Venezia una messinscena «magica» dell?estrazione in campo S. Angelo. Un modo per recuperare alla vicenda toni ludici e ricordare che puntare troppo sul Lotto può far male anche alla salute, oltre che al portafoglio. «Alla fine il numero è uscito – è il commento di Franco Conte, presidente veneto del Codacons – e ha lasciato sul campo le ferite di giocatori che hanno speso per le giocate un totale di cinque milioni di euro: una somma solo in parte restituita, con vincite per complessivi 700-800 milioni di euro». L?erario, infatti, dovrà sborsare una cifra da capogiro in un solo colpo per l?uscita del 53 sulla ruota di Venezia. Ma la «mancata» estrazione per 182 concorsi del numero avrebbe fruttato allo Stato e alle ricevitorie – secondo le stime di Agicos – ben oltre 1 miliardo. Alle ricevitorie in particolare, il numero avrebbe fruttato – secondo le stesse stime – un guadagno complessivo di 341,9 milioni di euro (l?aggio è dell?8 per cento sul totale delle giocate). I fortunati hanno sessanta giorni di tempo per richiedere gli incassi delle vincite: fino a 2.300 euro il premio è liquidato dalla stessa ricevitoria fino alla concorrenza della disponibilità di cassa. Sempre in ricevitoria va prenotato, con lo scontrino vincente, il pagamento delle vincite fino ai 10.500 euro che verrà liquidato da Lottomatica entro 15 giorni. Oltre questa cifra, infine, la richiesta di riscossione del premio va inoltrata a uno sportello Banca Intesa o direttamente a Lottomatica. L?uscita del 53 ha placato le polemiche. Per un po?. Il popolo dei giocatori, infatti ha già puntato il prossimo centenario, il 4 a Milano. Salta il giro della ruota della fortuna dal 24 dicembre 2003. Speriamo bene. Dal Codacons, intanto, i suggerimenti per arginare i danni della rincorsa alla vincita come la stabilizzazione di un numero quando non esca per un certo numero di volte, e la limitazione degli importi di ogni singola giocata a mille euro.
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