9 Febbraio 2005

La febbre del “53“, famiglie in rovina

La febbre del “53“, famiglie in rovina. Ma c`è chi vince riscoprendo il Totogol

Ressa ai botteghini ma le puntate si sono ridotte. Un ricevitore: “Un cliente ha giocato nove volte di seguito 2.500 euro“. Qualcuno ripiega su altre scommesse. Con successo

Contagiati dalla febbre del cinquantatrè e con le tasche alleggerite da settimane di gioco anche gli ennesi. Sono in tanti a non demordere nonostante la fortuna continua a beffarsi di loro e ormai la banconota da cento euro puntata sul 53 secco o abbinato ad altri numeri è diventata per molti una regola. La agognata tredicesima, anche se viene difficile ammetterlo, qualcuno l`ha restituita quasi per intero allo Stato, infatti, i titolari delle ricevitorie del capoluogo sono tutti concordi sul fatto che le puntate più alte si sono registrate nel periodo delle feste, tra Natale e Capodanno. “Qualcuno si è giocato anche duemila e cinquecento euro in un solo colpo – dice Venera Favazzi, titolare di una ricevitoria in via Roma – E non è stato un caso sporadico. La stessa persona, infatti, ha ripetuto la giocata puntando la stessa cifra otto volte“. Una vera e propria mania, dunque, che col tempo ha prosciugato le tasche degli appassionati. “Da un mese anche i più accaniti si sono molto ridimensionati – prosegue la Favazzi – Sintomo che i soldi sono finiti“. Annuisce Mario Napoli, un anziano signore che si trova nella ricevitoria e che si definisce un giocatore abitudinario. Anche lui ha dovuto ridurre la sue già modeste puntate – “Prima giocavo cento euro, ora sono sceso a due – dice – Ma cercherò di togliermi il vizio“. Mille euro la giocata più alta al bar Rosa, in viale Diaz, che è anche ricevitoria. “Da qualche settimana la gente si è calmata. Ora sul 53 di Venezia c`è chi punta al massimo duecento euro – dice Ornella Rosa – Ma prima alcuni hanno giocato veramente pesante, anche al raddoppio“. Giocatori accaniti ed occasionali sono tutti pronti per la nuova estrazione di oggi e del magico numero, che manca ormai sulla ruota di Venezia da 178 estrazioni, si parla quasi con rispetto; i più scaramantici, nelle ricevitorie, con la giocata del Lotto in mano, non lo nominano neppure. Certo è che di danni ne ha fatti: persone cadute in disgrazia per aver giocato tutti i loro averi, intere famiglie rovinate, gente scomparsa per aver emesso assegni a vuoto e suicidi per debiti. Per questi fatti di cronaca, che leggiamo quotidianamente sui giornali, il Codacons ha chiesto un provvedimento urgente al ministero del Tesoro per ridurre l`importo delle giocate sul fatidico 53 della ruota di Venezia ad un massimo di 1000 euro. E gli appelli del Telefono blù, che mette in guardia dai rischi legati al Lotto, alle lotterie, al Bingo ed alle scommesse, sembrano vani se si pensa che le ultime stime dei Monopoli di Stato parlano di 23 miliardi di euro giocati dagli italiani nel 2004, poco meno del 2% del Pil nazionale. Intanto, in attesa che esca il “ritardatario“, qualcuno ha ripiegato su altre tipologie di gioco e sembra proprio gli sia andata bene. Uno ha vinto più di ottomila euro al Totogol, con un nove, in occasione della partita Messina-Milan ed un altro ne ha incassati settecento, qualche giorno fa, col Gratta e Vinci; entrambi i fortunati sono di Enna ed hanno giocato al bar Rosa. Gianmario Pitta

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