8 Febbraio 2005

L`intollerabile tendenza di alcune agenzie che operano al limite della legalità

Riceviamo e pubblichiamo un intervento del responsabile dei Diritti civili del Movimento cristiani lavoratori, Pasquale Talarico, e dell`avvocato del Codacons Francesco Di Lieto

È abbastanza noto ormai da tempo che l`esercizio del “linguaggio legalizzato“ del “silenzio rifiuto“ è un`arma sempre assai efficace e convincente che consente ad uno Stato democratico, (ma non troppo), di respingere con potestà d`impero le istanze avanzate dai cittadini “comuni“ ma al momento, almeno ufficialmente, non risulta che ad altri sia stata riconosciuta la facoltà di sottrarsi alle proprie responsabilità senza dare spiegazioni. Eppure in questi ultimi tempi si registra sempre più una sorta di intollerabile tendenza di alcune agenzie, aziende e di alcune note società super protette che operando di fatto al limite della legalità si rapportano e si confrontano con i loro clienti attraverso forme di comunicazioni tanto ingiuste quanto pretestuose ed arroganti che denunciano una totale mancanza di rispetto e di considerazione verso i disagi e le difficoltà quotidiane degli utenti, clienti e/o contribuenti costretti a difendersi a dimostrare la loro innocenza per peccati mai commessi.
È il caso per esempio dell`Etr che nonostante i provvedimenti della magistratura continua a vessare i contribuenti, è il caso di alcuni enti territoriali spregiudicati che sparano nel mucchio ed è anche e soprattutto il caso anche della Telecom Italia spa che ultimamente opera sul territorio secondo modi, metodi e tecniche davvero preoccupanti come minacce, intimidazioni ed ingiuste decisioni unilaterali che in taluni casi rasentano perfino il reato di estorsione.
Intanto la magistratura fa fatica a far fronte alla crescente domanda di giustizia (anche se poi, paradossalmente, per alcuni casi si rivela, invece, addirittura pure troppo veloce), gli avvocati non trovano mai il tempo, la voglia e l`entusiasmo professionale per occuparsi di casi di scarso interesse economico, i partiti politici pensano soltanto a fare propaganda elettorale per assicurarsi il maggior numero di poltrone, le associazioni partono sempre per difendere l`onore e si ritrovano poi puntualmente a lottare per difendere soltanto l`onorario ed intanto sia le Istituzioni dello Stato che le forze dell`ordine stanno a guardare senza trovare mai il tempo, né la forza ed il coraggio per arginare quest`ingloriosa ondata di arroganza e di malcostume generale che non lascia certo ben sperare.
Eppure nonostante Platone ricorda ancora a tutti che “Quando un popolo divorato dalla (..) e questi per non apparire troppo severi danno ragione ai giovani (..) in mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta:“La Tirannia“ (428 a.c.), c`è sempre, però, purtroppo, chi erroneamente ritiene che fino a quando non viene toccato personalmente può fare indifferentemente a meno di intervenire senza sentirsi affatto offeso ed insultato nella dignità di uomo e di cittadino libero.
E sarà pure ancora vero che chi parla e si ribella all`ingiustizia spesso si mette anche nei guai ma “Chi tace ed acconsente“ non è che poi può sperare di andare molto lontano.
Certo è che quando l`ingiustizia, l`abuso e l`arroganza del potere economico-industriale, (?e non solo), raggiunge livelli di umana insopportabilità allora parlare di civiltà, di democrazia e di diritti sociali è solo pura follia.
Così se a dare l`esempio dell`arroganza e della prevaricazione è poi proprio la Telecom, che non solo continua ad imporre sempre a tutti ed a tutto la sua sgradita e disgustosa pubblicità forzata ma si permette anche il “lusso“ di non rispondere alle numerose lamentele verbali e scritte sia dei suoi clienti che dalle associazioni dei consumatori, allora “la domanda sorge spontanea“ avrebbe detto Lubrano. Allora sì che siamo ben oltre lo stato di diritto!
Né si può pensare di poter continuare a tollerare ulteriormente l`insolenza di alcuni operatori, (sempre senza volto e senza identità) chiamati a rispondere al servizio 187, che, subentrando soltanto in coda ad una raffica di indesiderati ed indesiderabili messaggi-stimoli pubblicitari, non solo non sono mai davvero in grado di dare risposte coerenti e giuste spiegazioni ai preoccupati clienti circa strani addebiti ma, spesso, con tono del tutto ironico ed indignante, fanno capire chiaramente ai malcapitati che stanno perdendo solo il loro tempo.
D`altro canto ormai certo ognuno sa che riuscire a prendere la linea ed a tentare di “comunicare“ e o comunque a mettersi a contatto con il personale del 187 non significa affatto avere poi anche risposte sane, sagge, serie e competenti per dare giuste soluzioni ai problemi sollevati.
Quando del resto l`operatore risulta essere vago, vario, sordo o finto sordo per sfuggire alle proprie responsabilità, ricorrendo a piccoli pretesti, banali frasi fatte ed a piccole astuzie al limite della legalità, allora è davvero preoccupante indecenza.
E non si spiegherebbe altrimenti come proprio la Telecom che produce, promuove e vende “preziosi“ servizi comunicazione ad altissima velocità, possa pensare di passare di poter far passare inosservata l`allucinante strategia di “autoscomunica“ unidirezionale che la mette al riparo dalle responsabilità e dalle legittime aspettative dei suoi clienti. Né può pensare di aggiungere indifferentemente ulteriori forme scorrettezze morali e legali alle già pesanti e vergognose voci sintetiche imposte alla gente, all`insuperabile muro o “barricata“ dei call center, nonché anche e soprattutto all`incredibile trovata, infine, di aprire uno sportello di conciliazione soltanto a Reggio Calabria, per “agevolare“, (si fa per dire) al massimo i disagi, le difficoltà e le distanze di tanta gente residente all`altro capo della Calabria che paga la bolletta e ritiene di avere diritto ad un servizio efficiente, corretto e riservato.
Altro che accorciare le distanze! Altro che via più breve per parlare con la Telecom! Altro che una telefonata allunga la vita!
Altro che sviluppo e progresso civile! Che bell`esempio di civiltà e di democrazia! Che bell`esempio di onestà e di rispetto dei propri simili! Che bell`esempio di furbizia e di arroganza da parte del potere economico e non!
Che bell`esempio d`inciviltà e d`ingiustizia sociale!
E siamo alle solite! Una mano lunga ed una mano corta, un orecchio teso ed uno tappato, una politica pulita e tanta politica sporca.

Pasquale Talarico

Responsabile dei Diritti civili del Movimento cristiani lavoratori di Catanzaro

Francesco Di Lieto

avvocato del Codacons

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