Allarme smog, Milano rischia la multa dell?Europa
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fonte:
- Corriere della Sera
La Regione: siamo svantaggiati ma virtuosi, parametri da rifare. Palazzo Marino: alt ai camioncini diesel
Il bonus è già agli sgoccioli. Dice l?Europa: in un anno non si possono superare le soglie di inquinamento per più di 35 giorni. Situazione di Milano: 29 volte fuorilegge dal primo gennaio. Conclusione: per il 2005 – e per qualche anno a venire – sarà impossibile rispettare i limiti, nonostante i blocchi e le targhe alterne (giovedì, dalle 8 alle 20, circoleranno solo le pari con motore catalizzato, ferme le dispari). È con la direttiva europea antismog entrata in vigore quest?anno che devono ormai fare i conti le politiche ambientali della Regione e dei Comuni. Pena le sanzioni economiche da versare all? Unione europea. La scappatoia, almeno per il primo anno, è dietro l?angolo. Dato che il governo non ha ancora stabilito le procedure per versare le multe, è assai probabile che nel 2005 nessuno pagherà. Ma la legge resta. Anche se in questi mesi sarà verificata e ridiscussa a Bruxelles. Una trattativa in cui la Lombardia è pronta a giocare un proprio ruolo.
«Siamo la regione d?Europa più svantaggiata – spiega il presidente Roberto Formigoni – dal punto di vista della conformazione del territorio, che favorisce il ristagno dell?aria e l?accumulo degli inquinanti». Dall?altra parte «la Lombardia – continua Formigoni – ha il primato della lotta all?inquinamento e vanta risultati molto positivi quanto al calo del Pm10». Per questo «chiederemo all?Europa di rivedere i parametri e di distribuire le risorse in maniera proporzionale sia ai bisogni delle regioni, sia alle politiche virtuose già avviate».
L`effetto principale della nuova legge europea sarà quello di orientare sempre più le strategie di tutela dell?ambiente verso il lungo periodo e gli interventi strutturali. Le regole Ue non entrano nel merito della gestione delle emergenze, ma stabiliscono l?obiettivo al quale mirare e impongono la messa a punto di politiche per tenere l?aria pulita. «Anche su questo – spiega Formigoni – siamo partiti prima degli altri con provvedimenti strutturali: incentivi per cambiare le auto non catalitiche, i motorini più inquinanti e i vecchi impianti di riscaldamento. Il prossimo passaggio sarà un patto fra Regione, governo e case automobilistiche per una svolta nel rinnovamento del parco macchine regionale».
Una politica alla quale punta anche il Comune. Che ha già approfondito la materia e individuato il nemico numero uno dell?aria di Milano: 62 mila veicoli commerciali diesel non catalitici. Da soli questi furgoni producono la metà del Pm10 da traffico cittadino (in tutto il traffico è all?origine del 70 per cento delle polveri sottili della metropoli). «È su questo nodo che bisogna intervenire – spiega Bruno Villavecchia, direttore del settore ambiente ed energia dell?Agenzia della mobilità del Comune – se vogliamo avere un impatto decisivo sulla riduzione dello smog. Senza dimenticare gli incentivi al rinnovamento degli impianti di riscaldamento».
Sulle nuove norme Ue c?è però chi è pronto a dare battaglia: «Quando si tratterà di pagare le sanzioni – dice Marco Donzelli, presidente del Codacons – la Regione non potrà far altro che usare denaro pubblico. Ne chiederemo il risarcimento. Gli amministratori non tutelano a sufficienza la salute dei cittadini e devono poi usare i loro soldi per pagare le proprie inadempienze».
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