6 Febbraio 2005

È crollata la fiducia nelle banche

Dorigatti (Fabi): «Rischio azioni legali indiscriminate»

È crollata la fiducia nelle banche

RENTO ? I recenti scandali finanziari legati ai bond Argentina e alle vicende di Parmalat e Cirio hanno fatto letteralmente crollare la fiducia dei risparmiatori nei confronti delle banche. Secondo quanto emerso da un´inchiesta condotta dall´associazione consumatori Codacons Veneto su un campione di diecimila persone, infatti, ben il 51,8% degli intervistati ammette di aver perso ogni fiducia negli istituti di credito, il 44,7% sostiene di non averla mai avuta e solo il 3,4% afferma di mantenerla da sempre. Gli esiti del sondaggio sono stati riferiti da Stefano Fanini, direttore dell´ufficio legale di Codacons Veneto, durante un convegno promosso dalla Fabi, il più rappresentativo sindacato dei lavoratori del credito, tenutosi qualche giorno fa a Verona e al quale è intervenuto anche il presidente della Commissione attività produttive della Camera, l´onorevole Bruno Tabacci. Tra i presenti anche Gianni Dorigatti, segretario provinciale della Fabi di Trento, che si è detto «fortemente preoccupato per il clima conflittuale creatosi tra risparmiatori e banche».
«Ciò che è più pericoloso ? afferma Dorigatti ? è la possibile diffusione indiscriminata di azioni legali che chiamano direttamente in causa i dipendenti delle aziende di credito. C´è il concreto rischio di confusione tra le responsabilità delle aziende e quelle dei dipendenti i quali, a meno di palesi illegittimità dei prodotti finanziari proposti dalle banche, sono tenuti ad uniformarsi alle direttive aziendali per il conseguimento degli obiettivi commerciali». Una situazione delicata, dunque, resa ancora più difficile, secondo la Fabi, dalla pesantezza e dalla complessità della documentazione contrattuale prevista per la sottoscrizione degli investimenti finanziari. La necessità di adempimenti burocratici efficaci e di immediata e semplice comprensione, unita al «pieno ripristino dei meccanismi di trasparenza», sono dunque ciò che la Fabi chiede alla nuova legge sulla tutela del risparmio, che sarà presentata alla Camera il 21 febbraio prossimo.
«Il problema della mancanza di chiarezza e di trasparenza è determinante e va risolto al più presto ? aggiunge Dorigatti -. Chi decide di investire ha bisogno di norme più leggere e comprensibili per la propria tranquillità. Le aziende, inoltre, devono rilasciare una dichiarazione che spieghi che cos´è il rischio di impresa, e farsi carico, anche nei confronti del pubblico, di eventuali errori e leggerezze commessi. Non è accettabile che tutta la responsabilità venga scaricata sui lavoratori».

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