L`inflazione retrocede ancora
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Debutta il nuovo paniere: corsa al rialzo di bevande e tabacchi ma le comunicazioni guidano la discesa
ROMA ? L`inflazione scende ancora e in gennaio torna all`1,9%, il tasso annuo più basso da oltre cinque anni. A far segnare la diminuzione più vistosa sono i trasporti, mentre resta piuttosto vivace la crescita dell`abitazione e delle spese per il tempo libero. Grazie ai dati di gennaio l`obiettivo di un`inflazione inferiore al 2% per l`intero 2005 appare più concreto, anche se bisognerà attendere le rilevazioni definitive dell`Istat, che verranno rese note il 21 febbraio. È importante poi sottolineare che in gennaio l`indice armonizzato, calcolato secondo quanto previsto dalla Commissione europea, tenendo conto cioè di quei prezzi che presentano riduzioni temporanee (sconti, saldi, vendite promozionali, ecc.), ha fatto registrare una diminuzione mensile molto più sostenuta di quella dell`indice nazionale (-0,9% addirittura), facendo segnare sotto il profilo tendenziale un aumento del 2,1 per cento.
In gennaio l`aumento più consistente ha riguardato appunto l`abitazione (+0,8%) e le spese per il tempo libero (+0,6%). Sensibile anche l`aumento dei pubblici esercizi (+0,4%). Drastico il ribasso dei carburanti (-0,9%) e delle spese per la salute (-0,5%).
Completamente ferme le bevande, l`abbigliamento, le spese per la casa e le comunicazioni, mentre gli alimentari si limitano a un ritocco dello 0,1 per cento. Su base annua, e cioè rispetto al gennaio 2004, sono comunicazioni (-5,7%), spese per la salute (-1,1%) e alimentari (-0,7%) le voci in calo. La crescita più sostenuta è quella di bevande e tabacchi (+10,6%), seguite dai trasporti (+4,3%), dall`istruzione (+3,5%), dall`abitazione (+3,4%). Sull`1,8% si attesta l`abbigliamento. Le previsioni dell`Istat per un`inflazione inferiore al 2% vengono confermate da quelle dell`Isae: secondo i ricercatori dell`Istituto di studi e analisi economica il 2005 si chiuderà con un`inflazione media dell`1,9%, tre decimi di punto in meno rispetto al 2004. La lettura del dato da parte dell`Isae indica che diversi fattori hanno influenzato in direzioni opposte l`andamento dei prezzi. Le spinte al rialzo, provenienti dal concentrarsi nel mese di importanti rilevazioni a cadenza trimestrale (come gli affitti), degli adeguamenti annuali per alcuni prezzi sottoposti a controllo pubblico (+2,5% per i pedaggi autostradali) nonché della revisione trimestrale delle tariffe elettriche e del gas (+1,5% e +2% rispettivamente) sono state controbilanciate dalle forti riduzioni dei prezzi dei medicinali e dei trasporti aerei e dalla moderazione di gran parte delle altre voci.
Cauta la reazione dei sindacati: per Maurigia Maulucci della Cgil bisogna stare in guardia per non cadere nel «rischio deflazione», mentre il leader della Cisl Pezzotta invita ad analizzare più profondamente i dati. Per Angeletti della Uil la variazione di gennaio «non cambia nulla». Più pessimista Andrea Pininfarina: per il vicepresidente di Confindustria l`inflazione è ferma perché «l`economia è ferma». Sarcastici i commenti delle associazioni dei consumatori, che mettono in dubbio la veridicità del dato: «Non ci sorprenderemo quando l`inflazione sarà sotto zero» hanno detto Adoc Adusbef, Codacons e Federconsumatori.
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