Prezzi gelidi a gennaio, calano farmaci e benzina
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fonte:
- Il Gazzettino
Polemici i consumatori: «E` un falso, fra poco il governo ci dirà che siamo scesi sotto zero». Critici i commercianti: «Rilanciare i consumi»
Roma
L`inflazione a gennaio tira il freno e scende all`1,9\%, dal 2\% di dicembre, con prezzi invariati su base mensile. Un risultato che riporta il carovita al livello di novembre scorso, quando era sceso sotto il 2\% per la prima volta in cinque anni. Il governo parla di «buon segnale», mentre consumatori e sindacati continuano nella polemica con l`istituto di statistica, mettendo in dubbio i dati e criticando le scelte fatte con il nuovo paniere. Per i commercianti, invece, l`emergenza prezzi può dirsi finita ed è il caso di concentrarsi sulle misure per il rilancio dell`economia.
Il dato, non anticipato dalle città campione ma annunciato direttamente dall`Istituto di statistica, si accompagna a quello di Eurostat, che indica in Eurolandia un`inflazione al 2,1\%, in calo dal 2,4\% di dicembre.Sul calo di gennaio, hanno spiegato i tecnici dell`Istat, hanno influito in particolare il raffreddamento dei prezzi di farmaci e benzina, oltre che l`ulteriore calo tendenziale degli alimentari. I capitoli che hanno registrato le diminuzioni congiunturali più significative sono infatti servizi sanitari e spese per la salute (-0,5\%) e trasporti (-0,9\%). Nel capitolo sanità, in particolare, i medicinali hanno segnato un calo, rispetto a dicembre, del`1,4\%, che porta il ribasso tendenziale al 6,3\%. Nel capitolo trasporti, invece, si registra una forbice molto rilevante nella voce carburanti: la benzina verde scende nel mese del 3,3\% (e così il rialzo tendenziale si riduce al +6,3\%), mentre il gasolio mette a segno un ulteriore rialzo mensile dello 0,3\%, portando così l`aumento tendenziale al 15,7\%. Quanto ai prodotti alimentari e bevande analcoliche, l`Istat registra una lievissima accelerazione (+0,1\%) rispetto a dicembre, ma la variazione tendenziale negativa risulta più robusta: passa infatti dal -0,3\% di dicembre al -0,7\% di gennaio.
Dolenti note, invece, per il capitolo abitazione. L`Istat ha infatti certificato gli annunciati aumenti energetici (elettricità +1,3\% congiunturale, -0,2\% tendenziale; gas rispettivamente +2,5\% e +3,2\%), affermando anche che gli affitti reali (scorporati, cioè, dalle spese condominiali) hanno registrato un aumento dello 0,4\% rispetto a ottobre scorso. In calo, invece, è il gasolio da riscaldamento, che rispetto a dicembre segna un -0,8\%: la variazione tendenziale, tuttavia, rimane molto forte, con un aumento del 13,4\%.
Ed è proprio sulla casa che da tempo si concentrano le attenzioni di consumatori e sindacati, secondo cui il relativo capitolo pesa in misura troppo scarsa sull`indice generale. Gli attacchi all`Istat e al nuovo paniere, quindi, continuano anche in questa occasione. L`Intesa dei consumatori ribadisce che i nuovi pesi «non rispecchiano la realtà dei consumi degli italiani» e si chiede polemicamente se «nei prossimi mesi il tasso di inflazione arriverà sotto zero», mentre l`Adiconsum parla di «dato illusorio». Anche dal fronte sindacale giungono i commenti ironici della Uil («con i costumi da bagno nel paniere, l`unico risultato che ci si poteva attendere era un`inflazione calata all`1,9\%») e dell`Ugl («rilevazione in stile carnevalesco»). Scettica è anche la Cisl, che ribadisce le perplessità sullo strumento di misurazione, «inadeguato rispetto ai generi più consumati».
Di segno opposto è invece il commento di Confesercenti e Confcommercio, secondo cui l`allarme inflazione è finito ed è giunto il momento di pensare al rilancio dell`economia.
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