A gennaio l?inflazione frena sotto il 2%
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fonte:
- La Stampa
ROMA.
Inflazione in calo in Italia nel mese di gennaio all?1,9%, dal 2% di dicembre, mentre nella zona dell?euro si attesterà in gennaio al 2,1% rispetto al 2,4% dello scorso dicembre. Con questa lieve flessione, precisano dall?Istat, l?inflazione torna così sotto il 2% per la prima volta dal settembre 1999 in base alla nuova base di calcolo, in termini di peso e di paniere dei prodotti, introdotto da quattro settimane. Gli aumenti congiunturali più significativi dell?indice sono rilevati in gennaio per i capitoli abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,8%), ricreazione, spettacoli e cultura (+0,6%) e servizi ricettivi e di ristorazione (+04%). Variazioni nulle nei capitoli bevande alcoliche e tabacchi, abbigliamento e calzature, mobili, articoli e servizi per la casa e comunicazioni. Al ribasso, invece, trasporti (-0,9%) e servizi sanitari e spese per la salute (-0,5%). Nel confronto con gennaio 2004, però, bevande alcoliche e tabacchi restano il capitolo che mostra il maggiore aumento (+10%), seguono i trasporti (+4,3%), l?istruzione (+3,5%) e abitazione acqua ed elettricità (+3,4%). Ma, nonostante il ribasso dei prezzi dei farmaci, il ministro della sanità Girolamo Sirchia ha incaricato i carabinieri del Nas di effettuare controlli in tutta Italia nelle farmacie e supermercati per verificare i prezzi dei farmaci di serie C e del latte per l?infanzia.
«A gennaio – sottolinea Roberto Monducci, direttore centrale Istat per le statistiche su prezzi e commercio estero – abbiamo avuto un generale quadro disinflazionistico. I capitoli in rallentamento sono 6, contro uno solo che segna un?accelerata. Prosegue il rientro dei prezzi sui beni alimentari, che vedono la variazione su base annua attestarsi al -0,6% dal -0,3% di dicembre. Tuttavia, tra le varie voci degli alimentari, si registra una lieve ripresa dei prezzi degli ortaggi, saliti dello 0,6% in un mese, anche se su base annua continuano a mantenersi su un valore negativo (-8,3%). Sale anche il prezzo del pesce, mentre per la frutta si nota una nuova flessione.
Le reazioni sono discordanti. La Confcommercio sottolinea la crisi della domanda delle famiglie con «picchi preoccupanti»: i dati di gennaio confermano che non c?è oggi un problema prezzi, ma piuttosto quello di «un?economia, che in tutte le sue filiere produttive e distributive continua ad essere, per mancanza di strategie di sviluppo, ingessata, compressa, insomma sotto vetro». Esultano per la flessione dei prezzi nel settore agro-alimentare Coldiretti, Confederazione italiana agricoltori (pur con alcuni rilievi), Federalimentare, mentre l?Intesa dei consumatori è fortemente critica. «La verità è – afferma l?Intesa – è che le famiglie stanno fronteggiando una gare congiuntura economica e la crisi più dura dal dopoguerra, e prima o poi si stuferanno delle prese in giro dell?Istat che con i suoi dati fa perdere credibilità all?istituto. Come l?Istat può spiegare una riduzione dell?inflazione al?1,9% quando nel mese di gennaio si registra un?impennata dei prezzi dell?ortofrutta e dei carburanti e un aumento delle tariffe bancarie del 10%?».
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