5 Febbraio 2005

Inflazione ancora giù. Frenano sanità e benzina

Inflazione ancora giù. Frenano sanità e benzina
L`Istat fotografa un calo del carovita all`1,9% in gennaio. Consumatori all`attacco: i sistemi
di rilevazione «non rispecchiano i consumi degli italiani»

Il 2005 si è aperto con l`inflazione in calo: dal 2% del dicembre 2004 si è passati infatti all`1,9% di gennaio, mentre i prezzi su base mensile sono rimasti invariati. Secondo l`Istat, il rallentamento è avvenuto grazie alla frenata dei prezzi di farmaci e benzina, oltre che a causa dell`ulteriore calo tendenziale dei prezzi degli alimentari. Secondo quanto affermano i tecnici dell`istituto statistico, i capitoli che hanno registrato le diminuzioni congiunturali più significative sono infatti servizi sanitari e spese per la salute (-0,5%) e trasporti (-0,9%). Nel capitolo sanità, in particolare, i medicinali hanno segnato un calo, rispetto a dicembre, del`1,4% che porta il ribasso tendenziale al 6,3%. Nel capitolo trasporti si registra una forbice molto rilevante alla voce «carburante»: la benzina verde scende nel mese del 3,3% (e così il rialzo tendenziale si riduce al +6,3%) mentre il gasolio mette a segno un ulteriore rialzo mensile dello 0,3% portando così l`aumento tendenziale al 15,7%. Quanto ai prodotti alimentari e bevande analcoliche, l`Istat registra una lievissima accelerazione (+0,1%) rispetto a dicembre, ma la variazione tendenziale negativa risulta più robusta: passa in fatti, dal -0,3% di dicembre al -0,7% di gennaio. Al contrario, solo il capitolo abitazione registra una variazione tendenziale positiva più forte rispetto a quella di dicembre: il capitolo cresce infatti del 3,4%, contro il +2,9% del mese scorso. Gli altri cinque capitoli (abbigliamento, mobili, ricreazione, istruzione, bar e ristoranti), infine, risultano stabili.
Il dato italiano, che peraltro si inserisce in un calo europeo generalizzato dell`inflazione, come conferma il dato Eurostat sulla zona euro, con i prezzi al 2,1% rispetto al 2,4% del dicembre 2004, ha riaperto lo scontro nel nostro Paese tra i rappresentanti dei consumatori e i commercianti. L`Intesaconsumatori rimette nel mirino il paniere statistico, sul quale vengono calcolate le variazioni dei prezzi. «I pesi non rispecchiano la realtà dei consumi degli italiani e ci stupiamo che l`inflazione sia scesa solo all`1,9%. Non ci sorprenderemo – aggiungono ironicamente i consumatori – se, mentre nei Paesi dell`area Ocse l`inflazione è al 2,8%, in Italia l`Istat dovesse portare nei prossimi mesi il tasso di inflazione sotto zero». Di tutt`altro tenore, ovviamente, i commenti di Confcommercio, secondo cui siamo in presenza di «un`ulteriore conferma che, per il nostro sistema di mercato, non c`è oggi un problema prezzi. Piuttosto quello di un`economia che, in tutte le sue filiere produttive e distributive, continua ad essere, per mancanza di strategie che supportino davvero un processo di sviluppo, ingessata, compressa, sotto vetro».
Diversa anche l`analisi di governo e sindacati. «L`inflazione è scesa ormai ai livelli più bassi degli ultimi 5 anni – ha sottolineato il viceministro alle Attività produttive Adolfo Urso – siamo sotto il 2%, quindi sotto la media europea. Tuttavia non bisogna abbassare la guardia». Il leader della Cisl Savino Pezzotta smorza invece gli entusiasmi e parla di dato solo «apparentemente positivo». Il calo si è verificato, secondo Pezzotta, perché in realtà «sono rallentati i consumi».

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