Biglietto sbagliato, le Fs dal giudice
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fonte:
- Il Gazzettino
Le Ferrovie dello Stato non hanno risposto al tentativo di conciliazione proposto da un viaggiatore danneggiato e ora si vedranno costrette a rispondere del disservizio in sede legale. Un disservizio che si configura nell`errore commesso da un impiegato, il quale, digitando la data del mese sul biglietto, ha scritto 7 (luglio) invece di 6 (giugno), facendo rimanere chi lo aveva acquistato letteralmente a piedi a Parigi. E sin qui non ci sarebbe nulla da obiettare se non “errare humanun est“. Ma la cosa che ha fatto davvero infuriare l`utente delle Fs è che dopo aver comperato un altro biglietto del treno con cuccetta per rientrare in Italia, allorchè si è presentato allo sportello per ottenere il rimborso del biglietto con la data errata, si è sentito dire che non era possibile. Perchè? «Perchè – spiega l`avvocato pordenonese Vitto Claut, presidente del Codacons provinciale, al quale l`uomo, Carlo Rinaldin, si è rivolto – il regolamento delle Fs dice che spetta al cliente controllare i biglietti al momento dell`acquisto. Inutilmente Rinaldin ha cercato di far notare che il biglietto Udine-Venezia portava la data corretta, mentre quella per la coincidenza Venezia-Parigi era errata (così come quella per il rientro: Parigi-Venezia). E che un bigliettaio, nel pieno delle sue facoltà mentali, non avrebbe mai costretto un viaggiatore a vagabondare per un mese a Venezia prima di prendere il treno per Parigi».In particolare, Rinaldin, programmatore informatico, dovendo recarsi a Parigi per motivi di lavoro, aveva acquistato alla stazione di Udine i biglietti di andata e ritorno con cuccetta. Ne aveva ricevuti quattro: Udine-Venezia e ritorno, Venezia-Parigi e ritorno. Dopo aver controllato sommariamente che i biglietti era partito e non aveva avuto problemi sino a Venezia. Ma sul Venezia-Parigi aveva trovato la sua cuccetta già occupata. Aveva chiamato il personale di bordo e scoperto che la cuccetta era stata assegnata sia a lui che ad un altro. Provvisoriamente gli era stata assegnata un`altra cuccetta. E solo più tardi aveva scoperto che il suo biglietto Venezia-Parigi aveva la data del mese successivo: luglio, ovvero 7, invece di giugno, cioè 6. E che anche il biglietto del ritorno riportava lo stesso errore. Ma il controllore si era dimostrato comprensivo e lo aveva lasciato andare. Cosa che invece non è accaduta quando è dovuto rientrare in Italia.
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