Lo Stato vuole gli schiavi del Lotto
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fonte:
- La Nuova Venezia
Periodicamente un numero in ritardo del Lotto diventa famoso. Ora è la volta del 53. Di estrazione in estrazione aumenta il numero dei giocatori e l?importo delle somme giocate. Il Codacons è intervenuto per chiedere di bloccare questa frenesia e di rimborsare le somme già spese. La richiesta è anche una provocazione: richiamare l?attenzione sullo Stato biscazziere. Il codice civile e il codice penale non sono generosi verso l?azzardo: non riconoscono il credito di gioco e condannano l?azzardo. Poi… fatta la legge trovato l?inganno. I Casinò, 4 in Italia dei quali uno a Venezia, sono ancora l?eccezione sino a quando non dilagheranno le autorizzazioni di almeno una casa da gioco in ogni regione. Il lotto è addirittura oltre l?azzardo. E? infatti fuori da ogni equilibrio di equità e onestà il rapporto statistico tra possibilità di vincere e l?ammontare del premio. Il risultato è che proprio i ceti meno abbienti e spesso nella miseria si privano di risorse essenziali per alimentare il sogno di un terno secco assoggettandosi a una tassa ingiusta e immorale. Ma lo Stato non ha cuore, ha solo un?arida ragioneria che registra l?entrata di miliardi di euro al punto da raddoppiare le estrazioni che una volta erano settimanali e ora sono bisettimanali. Non assolve né attenua la responsabilità dello Stato l?ipocrisia di riportare sulla scheda del Lotto le possibilità statistiche. Molto più efficace promuovere una campagna Pubblicità Progresso per richiamare l?attenzione dei rischi del gioco, per dare un?informazione capace di aprire gli occhi alla gente. L?enorme numero di giocatori evidenzia una grande incertezza sul futuro e una grave debolezza culturale ed etica: si vuol credere a un?illusione anziché contare sulle proprie forze. I sani, gli indenni dalla dipendenza da gioco, non possono non farsi carico dell?infelicità di chi cerca la felicità nel colpo di fortuna. Rileggere Pinocchio è sempre utile: Lucignolo, il compagno di Pinocchio che offre di vivere felici nel Paese dei Balocchi ha mille volti: quello del politico di promessa continua, quello dei maghi che predicono un futuro felice in cambio di un compenso che intanto rende ricco il loro presente, quello di un numero in ritardo che può portare, come è avvenuto, al suicidio. I cattivi maestri spiegano che esisto non in quanto penso ma in quanto consumo, che ogni desiderio è un diritto e quindi che il fine di procurarsi i soldi giustifica ogni tipo di mezzo. Che fare? Genitori, scuola, mezzi d?informazione dovrebbero rieducare alla fortuna non come dea bendata ma come buona sorte, cioè capacità di essere protagonisti di una vita degna in una società ordinata e solidale capace di valorizzare i talenti di ciascuno.
avv. Franco Conte presidente Codacons Veneto Venezia
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