Lotto, il 53 non esce ma la febbre del gioco non contagia i viterbesi
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fonte:
- Il Tempo
NEANCHE ieri sera è uscito ma i viterbesi sembrano aver accolto l?invito del ministro dell?economia Siniscalco a «giocare con moderazione». L?affannosa rincorsa al numero 53, che si fa attendere sulla ruota di Venezia da ben 180 tornate, non tiene col fiato sospeso gli abitanti della Tuscia. A sentire le principali ricevitorie del lotto del capoluogo, infatti, il trend generale sembra discostarsi notevolmente da quello nazionale. L?ammontare complessivo delle giocate, laddove non è in calo, si mantiene comunque costante rispetto ai mesi passati.
Il signor Francesco Bocchetti, titolare della più antica ricevitoria della città, non ha dubbi: «E? tutta una manovra mediatica. Le puntate, in realtà, sono in calo di almeno un quinto del solito. L?inseguimento al singolo numero è una corsa sulle sabbie mobili che, se protratta troppo a lungo, raggiunge cifre talmente elevate che le persone smettono completamente di giocare. Nella mia esperienza non ho mai incontrato giocatori rovinati nelle finanze. Sono casi problematici di singoli ai quali si dà volutamente un estremo risalto».
Anche alla ricevitoria «Gianuary» placano le acque confermando il singolare andamento: «Giocano i soliti affezionati con le cifre di sempre. E si continua tranquillamente a puntare anche su tutti gli altri numeri».
Qualcuno tra i giocatori non abituali pare si avvicini alla puntata, ma le cifre segnalate dalle ricevitorie non sono di quelle da capogiro (tra i 5 e i 20 euro). Eppure dati nazionali parlano di un ammontare complessivo delle giocate sul 53 che supera i quattro milioni di euro, mentre il Codacons scende in campo chiedendo addirittura di mettere un tetto massimo (1000 euro) alla puntata incriminata. Bisognerà aspettare ancora la dea bendata che gioca con le emozioni e i portafogli degli italiani. Ma i viterbesi, almeno in apparenza, si limitano a guardare.
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