29 Gennaio 2005

Aumenta la benzina Consumatori protestano

Aumenta la benzina Consumatori protestano





Agip ha aumentato ieri di 5 centesimi al litro il prezzo della benzina senza piombo e di 2 centesimi al litro il prezzo del gasolio. Lo annuncia in una nota l?Eni ricordando che la variazione segue le precedenti riduzioni del prezzo della benzina effettuate tra il 3 dicembre e 4 gennaio, per un totale complessivo di 8 centesimi al litro. Tale aumento, precisa ancora la compagnia, si è reso necessario a causa della continua crescita delle quotazioni dei prodotti petroliferi e del greggio da inizio di gennaio. «Eni – continua la nota – nel ricercare costantemente il migliore rapporto con la propria clientela in termini di stabilità e trasparenza, ha mantenuto invariati per tutto il mese di gennaio i prezzi consigliati sulla rete Agip». Da ieri, quindi, i prezzi di riferimento sulla rete Agip saranno di 1,149 euro al litro per il rifornimento con servizio e di 1,128 euro al litro nei servizi «fai da te». Per la Blu Super i prezzi sono, rispettivamente di 1,192 e 1,171 euro al litro. Il gasolio auto, invece, costa 1,038 euro al litro con servizio e 1,017 euro al litro al self service mentre il Blu Diesel costa, rispettivamente, 1,071 e 1,050 euro al litro. Per il Gpl auto il prezzo è di 0,549 euro al litro. Di fronte a questa nuova impennata dei prezzi i consumatori dell?Intesa tornano a puntare il dito sulle compagnie petrolifere e giudicando l?attuale livello dei prezzi dei carburanti «insostenibile e speculativo» sottolineano la mancanza di «trasparenza». E ribadiscono la necessità che il Governo istituisca una commissione d?inchiesta. Entrando nel merito le 4 associazioni dell?Intesa – Adusbef, Codacons, Adoc e Federconsumatori – ribadiscono così che a fronte della «diminuzione sia della materia prima che della domanda (il consumo privato di benzine è diminuito) e del rafforzamento dell?euro sul dollaro superiore al 30%», i prezzi devono scendere. I consumatori puntano anche il dito sul «livellamento dei prezzi di benzina e gasolio»: nella possibilità di un allineamento tra i due carburanti, paventato dallo stesso presidente dell?Up Pasquale De Vita – sottolinea la nota – «non esiste alcuna motivazione logica, affinchè questo meccanismo avvenga verso l?alto, ossia il gasolio raggiunge il prezzo della benzina e non viceversa». Questa manovra si chiama «speculazione» e per questo «deve essere indagata dal Parlamento ed essere arrestata», stigmatizzano i consumatori. Intesaconsumatori, quindi, torna a chiedere all?Esecutivo il varo di una commissione parlamentare d?inchiesta che «verifichi livelli di speculazione allegramente effettuati sulla pelle degli automobilisti, dei consumatori e della competitività del Paese». In particolare, l?Intesa si rivolge al ministro delle attività produttive, Antonio Marzano, invitandolo a «fissare regole certe, chiare e trasparenti sui prezzi dei carburanti che non possono essere oggetto del libero arbitrio dei petrolieri che fanno utili da capogiro rincarando allegramente e simultaneamente quando aumenta il prezzo del barile, dimenticando di diminuire per mesi,quando esistono condizioni di un abbassamento». Secondo l?associazione, infatti, Governo e ministro, ma anche «i timidi ed a volte ossequiosi partiti di opposizione», devono intervenire «per risolvere alla radice una questione dirimente, prevedendo severissime sanzioni a carico della speculazione».

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