28 Gennaio 2005

Febbre da 53, il conto è salatissimo

Febbre da 53, il conto è salatissimo

Da 98 a 188 milioni di euro (più 90,4%): in sei mesi raddoppiate le giocate al Lotto dei bergamaschi
Perse somme ingenti inseguendo il ritardatario, solo ora gli scommettitori stanno tirando il freno



A Bergamo sale la febbre da 53. Giocate raddoppiate: da 98 a 188 milioni di euro
Da 98 milioni di euro a 188. La differenza è palese: 90 milioni di euro tondi tondi in più, ovvero un incremento del 90,41%. Dal primo semestre del 2004 al secondo i bergamaschi hanno puntato al Lotto quasi il doppio. E buona parte dell`incremento, assicurano gli addetti ai lavori, sarebbe legato alla febbre per il 53.
Ma ora i grandi giocatori, quelli da 10-15 mila euro al colpo, hanno già mollato. Zero soldi, anzi sottozero, assicurano i bene informati. Restano le medie puntate, quelle dei neofiti o giù di lì. E questo, per gli addetti ai lavori, per coloro che ritengono di saper leggere l`astruso linguaggio della cabala, l`andamento di quel mondo che si muove in modo un po` oscuro sotto l`ufficialità di un gioco – il Lotto – promosso dallo Stato, ha un solo significato: il 53 sulla ruota di Venezia, il maledetto 53 che dopo 179 estrazioni – (con quella di domani saranno 180) non si è ancora deciso ad uscire, sta per terminare la sua ostinata assenza. Ma la sensazione è che ormai sia tardi; troppo tardi.
Perché alle spalle, questo eccezionale «ritardatario», se le voci e le prime inchieste troveranno una conferma, si lascerà un paio di suicidi e decine se non centinaia di famiglie rovinate in tutta Italia. Gente che a furia di rincorrere il 53, con puntate sempre più alte, si è bruciata i risparmi di una vita, decine di stipendi e magari ha ipotecato anche la casa. Una sorta di effetto valanga. Che adesso non si riesce più a fermare. Diversamente, nei giorni scorsi il Codacons non avrebbe chiesto al governo «un decreto urgente per evitare ulteriori giocate sul 53 sulla ruota di Venezia» e, se così non fosse, ieri il ministro dell`economia Domenico Siniscalco non si sarebbe premurato di lanciare un appello per spiegare che il Lotto «va sì giocato», ma «con cervello, senso del limite e moderazione». Una dichiarazione che la dice lunga sul clima creatosi attorno a questo fenomeno.
Bergamo non fa evidentemente eccezione. E, nonostante la riservatezza di gestori e giocatori, te ne accorgi proprio alla vigilia dell`estrazione. Perché le vetrine delle ricevitorie «parlano» con i loro grandi cartelli del 53 che manca da tot volte, mentre a mezz`ora dalle fatidiche ore 20 c`è chi si mangia le mani per un paio di minuti di ritardo: «Scusi posso ancora puntare? – chiede trafelata una signora sulla cinquantina nella tabaccheria all`angolo tra via Previtali e via San Bernardino -: 51 e 53; sa è la quarta volta che li gioco e non vorrei uscissero proprio questa sera». Niente da fare, «les jeux sont fait» sembra dire questa macchina che rifiuta il biglietto e getta la signora nella piccola grande angoscia che il «ritardatario» non faccia più il suo dovere proprio questa sera.
«Sì la febbre c`è ancora – conferma il titolare di una ricevitoria a poche centinaia di metri – il mio banco è praticamente nuovo e quindi quasi sconosciuto, eppure la gente arriva lo stesso e in tanti chiedono il 53». Quanti? «Nelle ultime settimane direi un po` meno – sostiene Guglielmo Pontiggia che gestisce una grosso banco nei pressi del Villaggio degli Sposi – il vero boom è stato a Natale, tutti puntavano in quel periodo. Poi molti giocatori hanno esaurito le risorse. Disperati? Difficile dirlo, in genere non è gente che dà molta confidenza. Anzi, cercano gli esercizi dove non sono poco conosciuti o distribuiscono le giocate su più banchi. Comunque ho visto spendere anche 10-15 mila euro alla volta».
«In genere – aggiunge Alberto Venturini della Boutique del fumatore – si presentano verso metà pomeriggio, mai all`ultimo minuto, perché il rischio in questo caso è di trovare code e non riuscire a puntare». Chi sono questi grandi giocatori? «Tendenzialmente uomini – conclude il gestore di un altro banco – le donne giocano, ma in genere non cifre così consistenti».
Purtroppo il rischio resta comunque dietro l`angolo. «Anche con piccole puntate – spiega un esperto giocatore – le cosiddette progressioni possono diventare infatti vere e proprie trappole finanziarie. Soprattutto gli ambi, a causa della bassa percentuale del premio, costringono ad aumentare gradualmente la posta per essere sicuri di restare in attivo o comunque recuperare il denaro già impiegato. È evidente che, se il ritardo si protrae per molti turni, l`investimento può diventare insostenibile per chiunque, mentre l`abbandono del gioco si traduce in una perdita secca di denaro». Nel caso del 53, anche la follia di 100-200 mila euro.

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