Patente a punti, pronti migliaia di ricorsi
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fonte:
- L`Eco di Bergamo
I Consumatori in azione se non arriverà il decreto. Il prefetto chiede una verifica su autovelox non omologati
Patente a punti: consumatori pronti ad avviare migliaia di ricorsi ai giudici di pace.
Senza un decreto che restituisca automaticamente i punti della patente illegalmente sottratti in tutta Italia le associazioni dei consumatori sono pronte ad avviare migliaia di ricorsi ai giudici di pace, anche per sollevare ipotesi di incostituzionalità della norma che prevede severe sanzioni qualora il proprietario non dovesse indicare il nominativo del guidatore che ha commesso l`infrazione. Lo comunica Intesa consumatori, che annuncia anche di aver pubblicato sui siti delle diverse associazioni il testo del ricorso per la retroattività del provvedimento da inoltrare al ministero delle Infrastrutture ed alle Prefetture per non perdere i punti della patente.
Intanto a Bergamo il prefetto Cono Federico «si è riservato di fornire le proprie valutazioni circa gli effetti della sentenza della Consulta», mentre si è anche «attivato presso il ministero degli Interni» per capire se corrisponda a verità l`esistenza in provincia di apparecchiature di rilevazione delle infrazioni ai limiti di velocità (autovelox) non omologate dal ministero.
L`ATTACCO DI FEDERCONSUMATORI La segnalazione arriva dal presidente di Federconsumatori Umberto Dolci, che polemizza anche con chi sostiene «che in cambio della cancellazione dei punti ci sarà l`automatica imposizione di un`ulteriore sanzione, pari a 343 euro». Umberto Dolci non condivide anche la dichiarazione del coordinatore dei giudici di pace di Bergamo, che sostiene la non possibile applicazione retroattiva del provvedimento assunto dalla Consulta.
«Noi che non abbiamo ancora certezze – spiega Federconsumatori – consigliamo di aspettare le prossime azioni dei legislatori che dovrebbero, a loro volta, intervenire. Per il momento ci limitiamo a porre un quesito che non vuole essere retorico: davvero alcuni addetti ai lavori credono che migliaia di cittadini condannati, prima d`ora, a pagare con la sottrazione dei punti, adesso che la Consulta ha deciso che il reato non c`era, debbano scontare, comunque, la stessa misura?». Dolci ricorda che «Federconsumatori si affida anche al buon senso di chi ci deve governare con giustizia».
E qualora il ministro Lunardi non dovesse varare un decreto per l`automatica restituzione dei punti patente, «Intesaconsumatori ha pubblicato sui siti dell`organizzazione, di Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori il fac simile di ricorso da inviare a prefettura e a ministero delle Infrastrutture per evitare la decurtazione dei punti, e promuoverà migliaia di ricorsi al giudice di pace». Questo – fa sapere l`Intesa – anche per sollevare la questione delle sanzioni previste per l`ipotesi di mancata indicazione, da parte del proprietario, del nome di chi guidava l`auto quando è stata commessa la violazione».
DELAZIONE INACCETTABILE Secondo l`Intesa, infatti, tale disposizione è criticata da numerosi giuristi tra cui Salvatore Raimondi, ordinario di Diritto amministrativo dell`università di Palermo. Per il docente, infatti, questa disposizione è incostituzionale. Dello stesso parere, afferma Intesa, è il professor Filippo Satta, amministrativista alla Sapienza di Roma che giudica «assurdo» un invito alla delazione tanto pressante. «Nel diritto amministrativo – ha sostenuto – non conosco nulla di simile».
«Da parte nostra – rincara la dose Dolci – ricordiamo, a chi fosse di memoria corta, che assieme ai verbali contenenti le contestazioni, ai cittadini fu comunicato che “nel caso in cui il destinatario del presente atto sia una persona fisica, titolare di patente di guida, e non aderisca all`invito di fornire le informazioni richieste o comunque le fornisca in modo non corretto o insufficiente ad individuare l`effettivo trasgressore, questo organo procederà direttamente nei suoi confronti all`espletamento delle necessarie attività al fine della decurtazione dei punti sulla sua propria patente di guida“. In pratica a nessuno fu detto che in alternativa sarebbe stato multato per la bella somma di 343 euro».
ASSICURAZIONI, NIENTI RIBASSI DELLE TARIFFE Intanto il direttore generale dell`Ania, Giampaolo Galli spiega che «è improbabile che la sentenza della Corte costituzionale sulla patente a punti abbia un effetto sulle tariffe assicurative: non ho avuto alcuna indicazione in tal senso dalle compagnie». Galli ha escluso un simile impatto spiegando che «più che la patente a punti, bisogna vedere quante pattuglie vengono messe in campo, come verranno intensificati i controlli sulle strade». «Nel 2004 – conclude il direttore Ania – abbiamo registrato un calo degli incidenti, ma in misura minore rispetto alla diminuzione registrata negli anni precedenti: la tendenza al calo è quindi rallentata». E c`è da considerare «che è invece aumentato l`importo medio dei risarcimenti».
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