26 Gennaio 2005

BATTUTO L?AUTOVELOX







ROMA – Il problema è adesso questo: come mettere d?accordo la patente a punti con la sentenza della Consulta? Come salvare la legge pensata per riportare un po? di disciplina sulle strade dopo il ?colpo? dalla Corte Costituzionale? Anche se il ministro Lunardi assicura che «la legge sulla patente a punti è sana e vegeta e non è stata toccata nella sua sostanza», è chiaro che dai prossimi giorni – forse addirittura da oggi se la sentenza sarà pubblicata – molte cose cambieranno. Tanto per cominciare, come ha stabilito la Corte, solo l?automobilista che viene fermato e individuato può ?perdere? punti sulla patente, tutti gli altri no. Il governo sta correndo ai ripari per salvaguardare il più possibile lo spirito della legge. Ieri, al Viminale, si è tenuta una riunione tra i responsabili tecnici dei ministeri dell?Interno e delle Infrastutture. Se si può punire col taglio dei punti soltanto chi viene individuato, la questione è come identificare il maggior numero possibile di trasgressori. «Si sta cercando – spiegano al ministero dei Trasporti – una soluzione normativa che permetta l?identificazione del conducente che commette l?infrazioni». Il che vuol dire, ad esempio, multe più alte per l?automobilista che non indica chi ha trasgredito il codice della strada, soldi che andrebbero ad aggiungersi alla sanzione dai 343 euro e passa agli oltre mille (quella prevista per quanti non danno le generalità del conducente entro 30 giorni). In pratica sarà più conveniente perdere un paio di punti, dicendo chi era alla guida, piuttosto che pagare tutti questi soldi. Contravvenzioni più salate per quanti cercheranno di fare i ?furbi? – ma è solo una delle possibilità allo studio dei tecnici – e anche meno tolleranza sulle strade. Dal Viminale potrebbe arrivare l?ordine di eseguire controlli più severi e rigorosi sugli automobilisti, proprio per mantenere intatta l?efficacia della legge.
Ancora aperta la questione dei punti già persi. Il ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Piero Lunardi, ha detto che i punti sottratti ingiustamente alla luce della sentenza andrebbero restituiti. Un?opinione personale che certamente peserà sull?orientamente del governo, ma è da vedere – lo dovranno dire gli esperti – se potrà essere accolta. Una valanga di ricorsi sta per arrivare negli uffici dei giudici di pace e delle prefetture. Le associazioni dei consumatori chiedono che i punti «maltolti» vengano restituiti. «È ovvio che il ministro Lunardi dovrà adesso emettere un decreto di cancellazione immediata di tutte le sanzioni emesse sulla base dell`articolo cancellato dalla Corte altrimenti si scateneranno migliaia di cause», spiega Carlo Renzi, presidente del Codacons e avvocato amministrativista. «Dopo la sentenza – interviene l`Intesa dei consumatori – è come e se la norma abrogata non fosse mai esistita. Tutti gli automobilisti colpiti hanno diritto di vedersi riaccreditare i punti ingiustamente sottratti».
Quel che è riuscita ad ottenere una signora di Treviso che ha vinto uno dei primi ricorsi sulla patente a punti. Alla signora era stata recapitata una contravvenzione con relativa decurtazione dei punti senza che il conducente fosse stato identificato. E l`auto, fotografata da un autovelox, quel giorno non era guidata dalla legittima proprietaria. Il Giudice di Pace ha deciso di dare ragione alla signora.

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