Patente, scatta il rebus dei ricorsi
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fonte:
- Brescia Oggi
Tolti ai bresciani ogni mese 1.600 punti senza contravvenzione immediata
Patente a punti, dopo la sentenza della Consulta regna la confusione più totale. Il ministro Pietro Lunardi assicura: «Da oggi in avanti resteranno valide le ammende, mentre i punti saranno decurtati soltanto agli automobilisti fermati e identificati dalle forze di polizia. Per il passato abbiamo già avviato un tavolo di lavoro tra i tecnici del mio ministero e quelli dell?interno per sanare, se possibile, anche la posizione di chi ha già perso i punti».
Un papocchio non facile da risolvere. Al comando della Polizia municipale di Brescia sostengono che adotteranno la linea indicata dal ministro e per ora non sono previste «restituzioni» a chi è stato penalizzato in passato. Una posizione controversa, che, prevedibilmente, farà fioccare una valanga di ricorsi. Su questo già si muovono le associazioni dei consumatori, ma ci sono anche già molti ricorsi pendenti davanti ai giudice di pace.
Intesa consumatori (che runisce le sigle Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) non ha dubbi: «I punti sottratti indebitamente grazie ad un provvedimento illegittimo devono essere restituiti agli automobilisti». «La declatoria di incostituzionalità di una legge – spiega l? associazione dei consumatori – determina la caducazione ex ante della norma. Di conseguenza, è come se la norma abrogata non fosse mai esistita nell?ordinamento e da questa inconfutabile decisione occorre ripristinare la precedente disposizione: ciò significa che, dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il taglio a distanza dei punti della patente senza la necessaria identificazione, tutti gli automobilisti colpiti hanno diritto di vedersi riaccreditare i punti ingiustamente sottratti».
Non tutti, però, sono altrettanto convinti di questa tesi. L?avvocato Alessandro Redaelli De Zinis (lo dice nel servizio sotto), uno dei personaggi che da anni si batte per difendere gli automobilisti dalle controverse interpretazioni di talune norme, contesta questa tesi. «La norma ha valore ex nunc, non ex ante. Non ci sono speranze per coloro che hanno già pagato e si sono visti scalare i loro punti. Solo coloro che hanno ricevuto la loro multa negli ultimi sessanta giorni e non hanno ancora pagato c?è aperta la via del ricorso gerarchico». Non è d?accordo con lui Carlo Renzi, presidente del Codacons e avvocato amministrativista. «È ovvio che il ministro Lunardi dovrà adesso emettere un decreto di cancellazione immediata di tutte le sanzioni emesse sulla base dell?articolo cancellato dalla Corte altrimenti si scateneranno migliaia di cause – sostiene -. Dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il taglio a distanza dei punti della patente senza la necessaria identificazione, tutti gli automobilisti colpiti hanno diritto di vedersi riaccreditare i punti ingiustamente sottratti».
Cosa cambia per i bresciani? Non ci sono dati precisi, sia la polizia stradale, ammette di ritirare in media poco meno 4 mila punti al mese. La polizia municipale arriva a circa la metà. A questi si aggiungono quelli tolti da carabinieri, guardia di finanza e polizia provinciale. Si può ipotizzare, quindi, che si arrivi a quota 8 mila. Tra questi, circa il 20 per cento sono i punti tolti senza la contestazione immediata. Un calcolo empirico, quindi, ci porta a dire che ogni mese i bresciani salveranno circa 1.600 punti. Non pochi, insomma. Ma pochi, per ora, ipotizzano la possibilità di ragionare sul pregresso, quel che è stato, insomma, è stato.
Si apre un contenzioso anche sulle vetture aziendali: per queste si potevano trasformare i punti di penalizzazione in una sanzione pecuniaria: ora questa norma diventa contraddittoria.
Le associazione dei consumatori che operano a Brescia non si sono ancora organizzate per affrontare la nuova vicenda. Telefono Blu – Sos consumatori dichiara di avere una consulenza legale via web (nel sito www.telefonoblu.it) o telefonando all?199.443378.
Tutti, comunque, riconfermano la fiducia nel controllo elettronico della velocità e soprattutto sulla validità della patente a punti come elemento «educativo», in grado cioè di responsabilizzare gli automobilisti. Questo, però, purchè non ci siano discrezionalità nelle scelte, come è capitato nei mesi scorsi in alcuni paesi della Provincia, dove venivano utilizzati impianti non omologati o si davano multe in punti in cui il semaforo aveva ridotto il tempo del giallo creando veri e propri agguati agli automobilisti. Ora, però, scattano i contenziosi legali e rischiano di essere, davvero, millanta.
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