26 Gennaio 2005

Crac Parmalat, sì alla carica dei risparmiatori truffati

Crac Parmalat, sì alla carica dei risparmiatori truffati
Greco: «Il dissesto del secolo»




MILANO -Entrano nel processo Parmalat come parti civili – nell?udienza preliminare per i reati di aggiotaggio, false comunicazioni sociali e ostacolo all?attività della Consob – quasi tutti i 7.500 risparmiatori che ne avevano fatto richiesta. Via libera a quelli singoli, mentre fra le associazioni di settore il giudice Cesare Tacconi ha operato una distinzione tra Adoc, Codacons, Adusbef e Movimento Consumatori (ammesse perché nel loro statuto c?è un riferimento esplicito alla tutela del risparmio dei loro associati), e invece Adiconsum, Altroconsumo, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, escluse perché ne sono prive. «E? un pretesto formale che disconosce come il risparmiatore sia anche un consumatore», protestano gli esclusi. Il giudice ha ammesso anche la nuova Parmalat di Bondi e la Consob; pari e patta invece per Bank of America e per la società di revisione Italaudit, non ammesse come parti civili ma neppure chiamate in causa come responsabili civili. E? poi iniziata la relazione introduttiva della pubblica accusa, che si concluderà l?11 febbraio. «Ci troviamo di fronte alla truffa del secolo – ha esordito il pm Francesco Greco -, non ho memoria di una manipolazione così dannosa e protratta per così tanto tempo»: una truffa che la Procura di Milano, ha però rivendicato il suo collega Eugenio Fusco, porta già in aula proprio «mentre negli Usa si aprono i processi per i grandi scandali finanziari come Enron: per una volta la giustizia italiana non fa la figura della Cenerentola».
Nel merito, i pm hanno riassunto le accuse ai 32 imputati (di cui chiedono il rinvio a giudizio) con un occhio all?altro filone d?indagine ancora pendente contro le banche, evidente ad esempio quando Greco ha rispolverato lo «scudo stellare» evocato da Tanzi: «Una truffa di questo tipo non poteva essere fatta solo da Tanzi, da Tonna e da un paio di contabili, ma doveva essere garantita da tutti gli organi sociali, dagli organi di controllo e, come ha detto lo stesso Tanzi, doveva avere una copertura esterna, vuoi nel mondo bancario, vuoi nel mondo politico». Fin dalla quotazione in Borsa, per la quale la Procura di Parma ha indagato i finanzieri Giuseppe Gennari e Mario Mutti, e il banchiere Gianmario Roveraro.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this