Il ministro criticato da Intesaconsumatori
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Lunardi ammette: un articolo sul quale avevo dubbi anch`io
«IL PRONUNCIAMENTO della Corte Costituzionale sulla patente a punti ? ha affermato il ministro per le Infrastrutture, Pietro Lunardi ? è ineccepibile, e assolutamente non va discusso né contestato». Secondo il ministro, ieri a Lecce per l`inaugurazione della tangenziale Ovest, «l`articolo secondo il quale venivano decurtati punti dalla patente, anche quando non è possibile identificare il conducente era l`unico sul quale anche io avevo forti dubbi. Devo, però, precisare che la Consulta ha ritenuto illegittima solo una piccola parte della norma sulla patente a punti. Quindi la patente a punti viene conservata. Questo è un messaggio a tutti gli utenti. Non si dica che la patente a punti viene cancellata». «La sentenza della Corte Costituzionale ? dice il viceministro delle Infrastrutture, Mario Tassone ? lascia immutata tutta la capacità deterrente della patente a punti. Sull`efficacia di tale norma riguardo la diminuzione del numero di vittime degli incidenti stradali credo che non siano possibili discussioni. Ma la sentenza apre un preoccupante varco attraverso il quale in troppi potrebbero tentare di passare per farla franca». Ora bisognerà «provvedere in tempi rapidissimi a normare la fattispecie, varando un dettato legislativo coerente con le indicazioni della Consulta». Secondo Tassone, non bisogna abbassare la guardia sul fronte della sicurezza stradale, obiettivo che resta prioritario sul resto. Anna Donati, senatrice dei Verdi, sottolinea: «La sentenza della Consulta non solo annulla gli effetti positivi della patente a punti per le violazioni di velocità, sorpasso e circolazione abusiva in corsia di emergenza, ma mette a rischio l`efficacia di tutti i sistemi tecnologici di controllo che identificano il veicolo e non il conducente». La Donati invita il ministro Lunardi a «correggere adesso la norma inserita nel nuovo Codice della strada, se si vuol salvare la patente a punti». La Donati, capogruppo dei Verdi in Commissione Lavori pubblici e Trasporti di Palazzo Madama, insiste: «L`incostituzionalità riguarda la piena applicazione della patente a punti, ed è preoccupante che possa mettere in discussione tutti i sistemi di controllo che identificano il veicolo e non il conducente. Questo significherebbe uno svuotamento dell`efficacia dei controlli per le violazioni al Codice, a spese della sicurezza sulle nostre strade. Per questo è urgente che il ministro Lunardi corregga la norma: per salvare l`effetto virtuoso della patente a punti e il suo effetto deterrente. Si potrebbe in proposito sostituire il meccanismo della decurtazione dei punti con un provvedimento di fermo amministrativo del veicolo vincolato alla gravità dell`infrazione contestata. Dovrebbe, inoltre, essere rivisto il meccanismo della recidiva ? suggerisce, infine, la senatrice ? inasprendo le sanzioni per le violazioni più gravi, quali la guida in stato di ebbrezza e l`eccesso della velocità, che resta purtroppo fra le prime cause di morte sulle strade». Secondo Intesaconsumatori, la sentenza della Consulta «restituisce certezza a quel diritto calpestato da un governo che voleva fondare la deterrenza sull`obbligo della delazione». Intesaconsumatori provocatoriamente propone di togliere 15 punti «sulla patente del ministro delle Infrastrutture Lunardi e del viceministro Tassone, secondo cui tale sentenza metterebbe a rischio la sicurezza». Le associazioni dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) ritengono inoltre che «le migliaia di automobilisti ai quali sono stati detratti punti della patente o perché non hanno ricordato o perché si son rifiutati di fare i delatori, hanno diritto di rivalsa e di congruo risarcimento danni verso il ministero delle Infrastrutture». L`Adoc, in particolare, si dice pronta ad assistere presso tutte le proprie sedi, dislocate in ogni provincia, i cittadini che vorranno presentare ricorso contro un taglio di punti avvenuto senza che il conducente fosse riconosciuto.
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