22 Gennaio 2005

Saldi «fasulli»: indagano i carabinieri

Saldi «fasulli»: indagano i carabinieri


Il Pm Paola Guglielmi procede per frode in commercio; verranno acquiste le fotografie




La Procura ha aperto un`inchiesta sui saldi fasulli scoperti dalla Gazzetta. Si indaga per frode in commercio. E i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria sono già al lavoro per identificare i commercianti che hanno gonfiato i prezzi per poi applicare lo sconto fasullo. L`inchiesta è sul tavolo del sostituto procuratore Paola Guglielmi: «Sto avviando un`indagine sulla base degli articoli e delle foto pubblicati dalla Gazzetta il 7 e l`8 gennaio scorsi. Sulla scorta, poi, di quanto apparso sul giornale – continua il magistrato – è stato presentato un esposto congiunto presentato da Codacons, Federconsumatori e Movimento difesa del cittadino è stata aperta l`inchiesta». Il sostituto procuratore ha già ipotizzato un reato: «Esiste la frode in commercio – continua la dottoressa Paola Guglielmi – Perché è stato messo in vendita un bene apparentemente del valore di 50 euro che, a saldo, costa 25 euro. In realtà il bene valeva già 25 euro, come prezzo da listino». Il fotografo della Gazzetta ha documentato il lifting effettuato sul cartellino del prezzo per buttare fumo negli occhi degli ignari acquirenti. La stagione dei saldi si è aperta ufficiale il 7 gennaio scorso. Il giorno prima dell`avvio delle vendite promozionali l`obiettivo del nostro fotoreporter ha documentato i prezzi esposti nelle vetrine di alcuni negozi di abbigliamento del centro di Lecce. L`operazione, negli stessi punti vendita, è stata ripetuta 24 ore dopo, in occasione dell`apertura ufficiale dei saldi. In vetrina c`erano gli stessi capi ed avevano il medesimo costo, ma con un accorgimento: il prezzo iniziale era stato gonfiato ad arte per poi applicare lo sconto e riportare, così, il prezzo del bene a quello originario. Da non crederci! Un esempio? Di click, in verità, ce ne sono parecchi. C`è la foto scattata alla vetrina di un negozio situato nella centralissima piazza Mazzini. Prima della Befana espone una cardigan a 27 euro. Qualche giorno dopo, con l`avvio dei saldi, lo stesso capo è ancora esposto in vetrina e con un invitante sconto del 50 per cento. Peccato, però, che sia stato gonfiato il prezzo di partenza: 54 euro. Da piazza Mazzini a in via Monte San Michele. Si ripropone il modo troppo disinvolto di proporre gli affari da parte dei commercianti. Prima dell`Epifania l`obiettivo del nostro fotoreporter si sofferma su una maglia. Il prezzo di 13 euro è alla portata di teen ager. Con i saldi costerà ancora di meno? La foto scattata 24 ore dopo smorza gli entusiasmi. Stessa giacca, stesso prezzo. Lo sconto c`è ed è del 30 per cento. Anche stavolta, però, viene calcolato su un prezzo «gonfiato». Di foto ce ne sono tante. Il magistrato ne ha disposto l`acquisizione da parte dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria. Lo scandalo denunciato dalla Gazzetta è stato accompagnato da una levata di scudi da parte delle associazioni di tutela dei consumatori. Piero Mongelli, responsabile della sede leccese del Codacons, ha criticato «queste furbizie che incrinano il rapporto di fiducia». Luigi Mariano, presidente del Movimento di difesa del cittadino ha invitato «gli stessi clienti a punire i negozianti furbi». Nicola Saracino, segretario della Federconsumatori, ha confermato che nella stagione dei saldi «sono state rilevate numerose situazioni di illegalità». Tutti e tre, dopo le foto e gli articoli pubblicati dalla Gazzetta, hanno presentato un esposto in Procura per stabilire se sono stati commessi illeciti di natura penale.




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