21 Gennaio 2005

Tredici associazioni, 73mila cause



Le associazioni dei consumatori del Piemonte sono schierate in prima fila in difesa dei risparmiatori che hanno acquistato bond argentini o subito disservizi di operatori telefonici. Intanto, secondo il “Primo rapporto sulle politiche regionali a difesa dei cittadini“ del Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti, ma che sarà presto pubblicato, la Regione Piemonte è risultata fra le più attive, soprattutto nell`informazione al consumo e sulla sicurezza alimentare. E si è distinta per la rubrica multimediale “Informaconsumatori“ (www.informaconsumatori. it), cofinanziata dal ministero delle Attività produttive (1,5 milioni in due anni) e gestita in collaborazione con un`agenzia giornalistica che la diffonde grazie a un network di radio e media locali.
«Il Piemonte ? dice l`assessore regionale al Commercio, Gilberto Pichetto Fratin ? conta su 13 associazioni iscritte in un albo della Regione, che aggregano 31mila cittadini sul territorio e operano con una “rete“ di 14 sportelli in tutte le province, cui, nel 2004, si sono rivolti 50mila cittadini. Oltre 73mila, nel complesso, i casi trattati nel 2003 dalle principali associazioni. «Si tratta dello Sportello del consumatore ? aggiunge il dirigente regionale Alfonso Facco ? presente nelle sedi delle associazioni con personale competente su problemi riguardanti l`acquisto di beni e servizi o la Pa». Le associazioni iscritte all`elenco regionale possono accedere ai contributi della Regione e povenienti dalle multe assegnate alle assicurazioni per la violazione della legge antitrust, per la realizzazione di progetti specifici. Una logica di finanziamento che però non convince tutti. «Non ne usufruiamo ? dice il presidente dell`Adusbef, Alessandro Di Bendetto, che è anche consigliere regionale della Margherita ? L`emergenza vera non è quella su cui si muovono questi progetti di educazione al consumo, ma sono le questioni che riguardano banche (bond Cirio e Parmalat), assicurazioni, contratti telefonici capestro, per cui abbiamo chiesto e ottenuto inibitorie».
Nel consumerismo piemontese, che ha approcci diversificati, c`è chi vuole alzare il tiro. E c`è chi, come il Codacons, che ha mille iscritti in regione e volontari coordinati da un pool di avvocati, per difendere i consumatori non esclude la presenza in politica e privilegia lo strumento giudiziario. «Il contenzioso però spaventa i più ? fa notare l`avvocato Fausto Raffone, della Federconsumatori piemontese, che ha 8mila soci e origini sindacali ? e ci vorrebbero nuovi strumenti come la class action, che permetterebbe ai cittadini di aggregarsi a un`azione legale già avviata da altri». Sganciarsi dal sistema dei finanziamenti l egati ai progetti e avere un budget da gestire autonomamente, secondo Alessandro Mostaccio, del Movimento consumatori (1000 iscritti), «è fondamentale per le nostre organizzazioni basate su volontari e per avere una forza politica vera sui temi davvero urgenti».
La Federconsumatori, per voce del suo presidente piemontese, Giovanni De Giudici, lancia l`idea di un 8 per mille per il consumerismo. Intanto, Cittadinanzattiva, grazie a un cofinanziamento ministeriale, ha affiancato al suo Tribunale per i diritti del malato il “Pit Servizi“, un servizio dedicato alle controversie con la pubblica amministrazione che, con le banche e le assicurazioni, rappresentano una delle voci più ricorrenti nella casistica dei problemi di chi si rivolge alle associazioni dei consumatori. La Regione e alcune associazioni hanno poi allo studio un`intesa con le Poste.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this