Sui libretti al portatore è caos “Proroga contro il rischio multa“
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fonte:
- la Repubblica
ROMA – La norma è stata varata per colpire il riciclaggio. Le sue possibili vittime rischiano di essere gli anziani. E l´unico beneficiario il governo, secondo le accuse di consumatori, Cgil e alcuni parlamentari dell´opposizione. Dal primo febbraio infatti scatteranno multe salate per chi possiede un libretto al portatore su cui è depositata una cifra superiore ai 12.500 euro. In realtà già da un decennio i libretti non potevano superare i 20 milioni di vecchie lire. Limite successivamente elevato a 12.500 euro. Quindi, con un decreto legislativo che recepisce una direttiva della Ue, nel 2004 sono state introdotte le sanzioni. E le multe sono tutt´altro che leggere. Se il deposito supera i 250.000 euro si applica una sanzione del 20% sulle somme depositate. Per cifre più alte le multe variano dal 20% al 40%. La via d´uscita c´è. Basta presentarsi in banca o alla Posta e chiedere di trasformare in nominativo il libretto. Si può anche ritirare la somma in eccedenza o frazionarla su più libretti. Ma il tempo a disposizione è poco. Così l´Intesa consumatori chiede al governo una proroga al 31 marzo. Richiesta condivisa anche dai Ds Melandri, Agostini e Visco, che denunciano il silenzio da parte del governo. Silenzio che è rimasto tale anche dopo l´appello della Cgil lanciato già una settimana fa.
Le banche, denuncia l´Adusbef, non hanno brillato nell´avvertire i possessori dei libretti. Che non si sa bene nemmeno quanti siano. L´Abi, l´Associazione delle banche, non è in grado di fornire numeri precisi. La Cgil parla di circa 60 miliardi di euro depositati. L´Adusbef calcola circa 10-12 mila libretti, per un totale di 80 miliardi di euro. Alle Poste invece i conti li hanno già fatti. I libretti al portatore sono 580mila e quelli non in regola solo qualche decina. «I loro possessori verranno raggiunti con una comunicazione, sempre che i libretti siano ancora nelle loro mani», spiegano alle Poste. Pur trattandosi di libretti al portatore al momento dell´apertura veniva richiesto sia un nominativo sia un recapito.
E in banca le cose non è che andassero diversamente. Dal 1991 la legge antiriciclaggio ha obbligato le banche a identificare chi voleva aprire un libretto al portatore e anche prima la prassi era più o meno la stessa. Le aziende di credito potrebbero quindi cercare di contattare queste persone. Qualche banca lo sta già facendo. Il San Paolo di Torino assicura che da agosto le filiali stanno tentando di rintracciare i possessori. Lo stesso stanno facendo, almeno in provincia di Bologna, Unicredit e Carisbo. Ma la polemica è tutt´altro che chiusa. «Questo governo – accusa Lannutti – tratta i risparmiatori italiani come tanti accaniti riciclatori del loro sudato risparmio, con la finalità di fare cassa confiscando oltre 2 miliardi di euro sugli 80 miliardi depositati da oltre 12 milioni di cittadini».
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